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Un MES per salvare le banche da un'ondata di crediti inevasi

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L'Eurogruppo ha approvato la riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità e il "backstop" il progetto per una rete di sicurezza per il fondo di risoluzione unico delle banche. Grazie all'ok dei ministri delle Finanze europei, lo strumento sarà in vigore due anni prima rispetto al previsto, cioè dal 2022. Le banche in sofferenza saranno quindi rifinanziate con questi soldi, non dai contribuenti.

L'accordo, fermo dallo scorso anno, dovrebbe rendere la zona euro più stabile e resiliente alle crisi future.

Valdis Dombrovskis: "l'Eurogruppo ha compiuto progressi decisivi verso il completamento dell'Unione bancaria concordando la rapida introduzione del backstop e della riforma del MES. Questi passaggi rafforzeranno la rete di sicurezza che abbiamo creato per i cittadini europei. Attendiamo il vertice sull'euro a fine mese che darà nuovo impulso all'Unione bancaria".

Si tratta di un passo fondamentale per l'economia e il sistema bancario europeo. L'Unione Europea è pronta a un'ondata di insolvenze una volta che i programmi nazionali di sostegno alle imprese scadranno il prossimo anno. Con la diffusione del COVID-19 in Europa e nel mondo, gli Stati membri hanno adottato misure di soccorso come le moratorie sui rimborsi dei prestiti.

La Banca centrale europea stima che in uno scenario grave ma plausibile i prestiti in sofferenza presso le banche dell'area dell'euro potrebbero raggiungere 1,4 triliardi di euro, al di sopra dei livelli della crisi finanziaria del 2008

I crediti deteriorati totali nelle maggiori 121 banche della zona euro si erano più che dimezzati in sei anni a 506 miliardi di euro,. Poi è arrivato il covid, senza dimenticare che le banche greche hanno ancora rapporti di crediti deteriorati superiori al 30%.