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Frontex si difende davanti agli eurodeputati: "Nessun coinvolgimento nei respingimenti"

Di Lillo Montalto Monella
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Fabrice Leggeri, direttore esecutivo dell'agenzia europea Frontex
Fabrice Leggeri, direttore esecutivo dell'agenzia europea Frontex   -   Diritti d'autore  Virginia Mayo/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
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Il capo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) si è trovato costretto a difendere l'operato dei suoi agenti di fronte alle accuse di aver favorito respigimenti illegali al confine esterno dell'Unione europea.

Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, si è presentato oggi di fronte alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni - un organismo permanente del Parlamento europeo che si occupa fra le altre cose di diritti umani all'interno dell'Unione europea e di lotta alla discriminazione.

Il botta e risposta al parlamento europeo di Bruxelles arriva in un contesto delicato per Frontex, accusata di essere coinvolta nei respingimenti illegali volti ad impedire l'ingresso non solo di migranti, ma anche di potenziali rifugiati, in Europa.

Un'inchiesta giornalistica congiunta, pubblicata in ottobre dai media Bellingcat, Lighthouse Reports, Der Spiegel, ARD e TV Asahi, dimostrerebbe come "le risorse di Frontex siano state attivamente coinvolte in un incidente di pushback al confine marittimo greco-turco, nel Mar Egeo".

Secondo l'indagine, il personale dell'agenzia, che controlla e sorveglia i movimenti migratori alle frontiere europee, era presente anche in occasione di un altro incidente; non solo: "da marzo, asset di Frontex sono stati segnalati nelle vicinanze di altri quattro" episodi controversi.

Der Spiegel dimostra - utilizzando email interne - che, contrariamente a quanto da lui affermato in precedenza, Leggeri era a conoscenza di almeno un episodio di respingimento illegale.

"Secondo lei basta inviare una letterina al governo greco?"

Il tono delle domande degli europarlamentari è stato duro. "Secondo lei basta inviare una letterina al governo greco, in caso di violazione dei diritti umani?", è stato chiesto a Leggeri da Kati Piri.

La liberale olandese Sophie in 'T Veld ha detto: "Sei a capo di 10mila uomini, vogliamo poterci fidare di te. Se non riuscite a fare un'indagine interna, come potete assolvere al vostro compito?".

Tineke Strik, europarlamentare verde, ha chiesto come si può avere fiducia nell'esito delle indagini interne, suggerendo che forse è il caso di creare una commissione inchiesta ufficiale per indagare su Frontex.

Rego Sira, MEP socialista spagnola, ha sottolineato come l'intervento di una barca militare in piena notte contro un gommone che viene respinto in turchia "non è davvero in linea con lo stato di diritto e la democrazia", chiedendo le dimissioni di Leggeri. Nathalie Colin-Oesterle, del Partito Popolare europeo, ha parlato di accuse che minano l'immagine di Frontex.

Leggeri ha sottolineato che Frontex non ha la leadership dell'operazione Poseidon, in Grecia, ma la struttura di comando risponde alle autorità dello stato ospitante, ovvero Atene.

Ha sottolineato più volte che il regolamento prevede che quando non viene effettuata una operazione di soccorso SAR (search and rescue), viene effettuata una "intercettazione" contro le imbarcazioni che passano illegalmente il confine o si ritiene che siano coinvolte nel traffico di migranti.

Lo stato membro può ordinare il sequestro della barca, o farle cambiare rotta.

Il problema però è che il diritto europeo e internazionale impone agli Stati di registrare le richieste di asilo e valutarle, prima di emettere un provvedimento di allontamanento. Se su quei gommoni respinti in acque turche ci sono soggetti che hanno diritto alla protezione internazionale, questi non potrebbero così far valere un loro diritto.

Leggeri ha detto in audizione che il meccanismo interno di monitoraggio, istituito per segnalare violazione dei diritti fondamentali dei migranti, "finora ha funzionato".

"Non abbiamo trovato evidenze di diretta o indiretta della partecipazione di staff di Frontex ad operazioni di pushback durante le operazioni in Grecia", ha detto Leggeri. Due situazioni sospette, ha sottolineato, sono state segnalate alle autorità greche.

Leggeri ha anche segnalato che il meccanismo interno per riportare casi di eventuali violazioni è stato potenziato con la creazione di un gruppo di lavoro che avrà il compito di migliorare la catena burocratica che porta alla segnalazione di fatti controversi.

Il direttore esecutivo dell'agenzia ha segnalato inoltre che asset Frontex avrebbero avuto un confronto poco amichevole con la Guardia Costiera turca, inclusi colpi di arma da fuoco sparati in direzione della guardia di frontiera europea e F-16 che volavano intorno ai mezzi aerei Frontex.

Frontex ritiene che il suo lavoro nel Mar Egeo orientale sia stato complicato dalla disputa tra Turchia e Grecia sui confini marittimi. Le navi della guardia costiera greca e turca sono abitualmente coinvolte in situazioni di stallo, con tanto di minacce reciproche nello specchio d'acqua che separa i due Paesi.

Il problema di Frontex è che solo Frontex può monitorare Frontex

Come conferma a Euronews Giuseppe Campesi, sociologo, esperto di diritto e autore di diversi studi su Frontex, il problema di Frontex è che non esiste un meccanismo di monitoraggio esterno e indipendente.

Esiste dal 2011 un organismo interno deputato al controllo del rispetto dei diritti umani durante le operazioni alle frontiere, ma resta un organismo interno.

Il sistema per segnalare gravi violazioni (serious incident reporting system) di cui parla Leggeri è anch'esso interno.

Tutti questi meccanismi "producono sempre un flusso interno che viene raccolto da Frontex e arriva al vertice. Ma cosa se ne faccia poi il vertice dell'agenzia, è più complicato. Al management board partecipano i capi politici delle polizie di frontiera, e lì le decisioni che si prendono sono politiche".

Nel corso degli anni (Frontex esiste dal 2004), l'agenzia è stata rinnovata più volte. Con l'ultima, decisiva riforma, ora dispone di un corpo di frontiera permanente con la divisa dell'Unione Europea di 10mila unità - 3mila delle quali dipendenti direttamente dall'agenzia. Personale armato, dotato di propri veicoli. Il budget è passato dai 143 milioni annuali del 2015 a 11.3 miliardi di euro previsti per il periodo 2021-2027.

Non solo. Andavano anche dispiegati alle frontiere 40 ufficiali di monitoraggio che però, al momento di scrivere, ancora non sono stati formati ed inviati in missione. "Prima erano molto pochi, l'ufficio era sottodimensionato per riuscire a monitorare le attività di Frontex", aggiunge Campesi.

Leggeri si è scusato in audizione per il ritardo nell'assunzione dei 40 esperti di monitoraggio. I rapporti degli ufficiali di monitoraggio dovrebbero esser presentati al management periodicamente.

"Di solito, sono i corpi nazionali di frontiera ad effettuare crasse violazioni [dei diritti dei migranti], non tanto gli agenti di Frontex. C'è però un problema di responsabilità. Frontex infatti ha un'obbligazione negativa di non violare i diritit dei migranti, ma anche positiva, ovvero prevenire ogni tipo di violazione da parte delle autorità che partecipano alle operazioni. La vera domanda è: quanto sa Frontex di eventuali violazioni, e quanto ha fatto per prevenire questi episodi?".

"Il monitoraggio di Frontex finora è stato insufficiente. Ci sono responsabilità in capo agli Stati membri, ma nonostante Frontex abbia aumentato le risorse a disposizione del monitoraggio dei diritti umani, non è chiaro se il meccanismo di accountability sia ancora sufficiente", le parole di Debbie Kohner, segretario generale del Network Europeo delle istituzioni addette al monitoraggio dei diritti umani (ENNHRI), che ha parlato con Euronews prima dell'audizione di Leggeri.

Kohner sottolinea che, nonostante a livello nazionale ci siano uffici come quelli dei difensori civici - che collaborano con l'Ombudsman, Emily O’Reilly, talvolta - come succede in Croazia - sono esclusi dal meccanismo di monitoraggio delle forze di polizia di frontiera e vengono loro negate le informazioni richieste.

Ylva Johansson: "UE preoccupata dalle accuse"

La commissaria UE per gli Affari interni, Ylva Johansson, in visita in Marocco, ha riferito all'agenzia AP di nutrire ancora fiducia nel consiglio di amministrazione di Frontex, anche se si è detta profondamente preoccupata per queste accuse.

Dopo la pubblicazione dell'inchiesta giornalistica, Frontex ha annunciato un'indagine interna. Leggeri, aveva dichiarato in ottobre che "non era stato trovato alcun documento o altro materiale a sostegno delle accuse di violazione della legge o del Codice di condotta di Frontex da parte dei funzionari sul territorio".

L'agenzia, aveva detto, "non tollera alcuna violazione dei diritti fondamentali in nessuna delle nostre attività".

I pushback sono contrari agli accordi internazionali per la protezione dei rifugiati: nessuno infatti può essere espulso o rimpatriato verso un paese in cui è minacciata la sua incolumità per qualsiasi motivo.

A fine ottobre, si è riunito il consiglio di amministrazione di Frontex per discutere di queste accuse. Il consiglio ha indicato successivamente che la Commissione Europea ha ordinato di "tenere un'ulteriore riunione straordinaria entro le prossime due settimane per esaminare più in dettaglio le risposte fornite dall'agenzia". La riunione è prevista per il 9 dicembre.

Si tratta di accuse estremamente imbarazzanti per la Commissione, scrive l'agenzia AP.

A settembre, la Commissione a guida von der Leyen ha presentato un nuovo piano di riforma del sistema d'asilo della UE, alla luce dell'inadeguatezza delle attuali norme.

Parte del nuovo patto europeo su migrazione e asilo, che deve passare al vaglio del Parlamento, prevede un sistema di monitoraggio indipendente per garantire che non ci siano respingimenti illegali alle frontiere dell'Europa.

Gli ingressi irregolari dei migranti sono da anni a livelli di molto inferiori rispetto a quelli del 2015, ma sono migliaia le persone che ancora languiscono nelle isole greche o nei centri di identificazione di altri Stati europei, in attesa che le loro richieste di asilo siano elaborate o respinte.

Durante la sua visita in Marocco, Johansson ha detto ad AP che le accuse contro Frontex la preoccupano molto. "Se fossero vere, sarebbe del tutto inaccettabile. Un'agenzia europea deve rispettare il diritto comunitario e i diritti fondamentali senza alcuna scusa".

Johansson ha detto di avere "piena fiducia nel processo portato avanti nel consiglio di amministrazione e nel sottogruppo che è stato creato" per gestire l'indagine interna ma, ha osservato, che "ci sono molti interrogativi per Leggeri a cui ancora non ha risposto".