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Migrazione, 500 morti verso le Canarie. Il Parlamento Ue discute piano di integrazione

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Rescue operation at the Mediterranean sea, about 13 miles north of Sabratha, Libya, 2016
Rescue operation at the Mediterranean sea, about 13 miles north of Sabratha, Libya, 2016   -   Diritti d'autore  Emilio Morenatti/AP
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Le Isole Canarie tornano ad essere uno dei maggiori punti di approdo per migranti che vogliono arrivare in Europa. Una traversata, quella dall'Africa occidentale alle isole spagnole, particolarmente pericolosa che dall'inizio dell’anno ha già visto cinquecento migranti morti tentando una delle rotte più letali al mondo.

Il Parlamento europeo ne ha discusso oggi ad una conferenza di alto livello per cercare di trovare soluzioni, mentre in mare riprendono le traversate. Con risvolti drammatici.

"Dobbiamo considerare che bisognerà far fronte ad una nuova ondata di sbarchi a causa dalla pandemia. ha ammonito Antonio Vitorino, direttore dell'Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni -. I disordini in Sahel inoltre stanno avendo un impatto devastante in tutta l'Africa occidentale. Basti vedere cosa sta succedendo nell'Oceano Atlantico: centinaia di persone cercano di raggiungere le Isole Canarie ogni volta che il clima sembra favorevole ma in realtà le probabilità di non farcela sono altissime. L'Unione europea deve dare delle risposte in termini di ricerca e soccorso".

Nelle isole Canarie tra agosto e novembre sono arrivate quasi 14mila persone, un numero dieci volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2019. Ottobre è stato un mese particolarmente drammatico con 222 persone che risultano morte o scomparse in mare.

La Commissione europea presenterà, la prossima settimana, un piano d'azione strategico sulla migrazione in cui si punta tanto sull’integrazione quanto sui rimpatri.

‘Le persone che arrivano in Europa per vie legali devono godere di pieni diritti e dobbiamo farle sentire ben accolte - ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - Ma chi invece arriva per vie illegali e non ha diritto all'asilo o alla protezione internazionale, allora deve tornare a casa perché questo è l'unico modo per combattere il traffico di essere umani”.

Dopo la recente ondata di attacchi terroristici in Francia e Austria, alcuni leader europei hanno chiesto un maggiore controllo delle frontiere e regole più severe sull'integrazione dei migranti.

La crisi migratoria verrà discussa al prossimo vertice tra Africa e Unione europea del prossimo 9 dicembre.