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Il cinema dei fratelli Dardenne premiato al Festival Lumière

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Il cinema dei fratelli Dardenne premiato al Festival Lumière
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Il Festival Lumière a Lione ha assegnato il Premio 2020 ai fratelli Dardenne, riconoscimento che nella passata edizione è stato di Francis Ford Coppola. Dall'attrice Emilie Dequenne, lanciata dai 'fratelli' in Rosetta, Palma d'oro a Cannes, arrivano parole entusiaste.

"È ovvio - dice Dequenne - i Dardenne hanno un'identità così specifica, fanno un cinema unico nel suo genere. Che la lumière sia con i 'fratelli'!

I fratelli Dardenne, doppia Palma d'Oro a Cannes e autori di un'opera che segna la storia del cinema. Sono stati accolti con una canzone del loro connazionale Jacques Brel: è lo spunto perché Luc Dardenne giochi con le parole della canzone di Brel e dica: "Avevamo visto Vesoul, ma Lione non l'avevamo mai vista".

Il Premio Lumière a Lione nella città dove tutto è iniziato

Il Premio Lumière è in qualche modo equivalente a un premio Nobel, che esiste per la letteratura ma non per il cinema. Viene assegnato annualmente a partire dal 1996 dall'Académie des Lumières, che riunisce oltre duecento rappresentanti della critica internazionale a Parigi.

È l'eredità lasciata dai fratelli Lumière, inventori del cinematografo. A raccogliere il testimone, in un legame ideale, sono proprio Jean-Pierre e Luc Dardenne, nati e cresciuti in Belgio, dove Luc ha studiato arte drammatica e Jean-Pierre filosofia.

"Questo premio ci viene assegnato nella città di Lione, dove il cinema è stato inventato, dall'Istituto Lumière, e siccome i Lumière erano due fratelli, è un piccolo vantaggio per noi, siamo anche noi due fratelli - scherza Jean-Pierre Dardenne - quindi, non si può fare a meno di pensare che ci sia una sorta di piccolo legame tra i fratelli Lumière e noi!".

Per Luc Dardenne, "il bello di questo premio è che è unico. Non lo si può ottenere due volte. Si possono ottenere altri riconoscimenti due volte, ma non il Lumière".

Nel tweet: "Questo premio simboleggia l'eredità dei fratelli Lumière. Filmare la vita, la sua intensità, la sua mobilità. Quando si filma Rosetta, si cerca di renderla viva. "Jean-Pierre e Luc Dardenne, Prix Lumière 2020".

Vicino alla realtà, a volte duro, sempre verosimile, il cinema dei fratelli Dardenne racconta storie spesso ai margini: relazioni umane mai edulcorate, come scarna e incisiva risulta la loro regia. Il loro ultimo film, premiato a Cannes nel 2019, "Il giovane Ahmed", è stato premonitore, portando sul grande schermo le vicende di un giovane radicalizzato che cerca di accoltellare il suo insegnante.

Il festival che ha sfidato, in sicurezza, il Covid

Il Festival Lumière ha ospitato 23 film della Selezione Ufficiale di Cannes 2020, sospesa nell'aprile scorso a causa del Covid-19. Tra i titoli approdati al Lumiere c'è "Another Drunk", Un altro giro, di Thomas Vinterberg, uno degli ospiti d'onore recentemente premiato a San Sebastian e a Londra.

"Questo festival è particolarmente importante in questo momento perché la gente si rifugia a casa sul divano, e Thierry (Frémaux) sta lottando per riportare la gente nelle sale, durante questa oscura esperienza collettiva - commenta Vinterberg - e non potrebbe avere più senso che farlo qui, nella città dei Lumière, dove tutto è iniziato".

Sguardo al futuro con ''Slalom''

Ritorno alle radici del cinema, dunque, ma anche sguardo al futuro, come per l'anteprima di Slalom della francese Charlène Favier, anch'essa selezionata a Cannes: "Che piacere ricevere la telefonata di Thierry Frémaux per annunciarci la Selezione ufficiale: c'è qualcosa di un po' folle per un primo film - ci dice Favier - questo ci ha dato quel piccolo imprimatur che ci serviva per essere un po' più legittimi".

Slalom è un film semi-autobiografico sulle molestie sessuali nello sport, scritto anni prima del movimento #MeToo, con Jérémie Rénier, uno degli attori scoperti proprio dai fratelli Dardenne.

Tutto torna, insomma e, come vuole la tradizione, anche i fratelli Dardenne hanno girato nella stessa location del primo film dei Lumière: un omaggio all'"Uscita dalle fabbriche Lumière", con Rosetta sul portapacchi di un motorino.