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Accessibility Act, l'Ue a sostegno dei disabili

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Accessibility Act, l'Ue a sostegno dei disabili
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Varsavia, ottava città europea per grandezza, è stata ricostruita dopo la seconda Guerra mondiale senza badare all’accessibilità. Ma molte cose sono cambiate negli ultimi decenni, per questa città in continua crescita. Konrad è un programmatore ed è ipovedente. Nonostante le barriere architettoniche in città, può viaggiare da solo sui trasporti pubblici.

Konrad Rychlewski: "La nuova metropolitana, i nuovi tram e le nuove fermate, hanno aumentato il grado di sicurezza. Sono sempre di più gli incroci con segnalazioni sonore che mi permettono di muovermi in autonomia e di migliorare la mia qualità di vita, spesso analoga a quella della media dei cittadini”.

E malgrado ciò, Konrad sogna una città tutta per i pedoni, con percorsi affidabili e senza automobili.

Katarzyna Bierzanowska lavora come interprete: per lei accessibilità vuol dire poter restare attivi seguendo il proprio stile di vita.

“Diventa via via più facile per me accettare degli incarichi di lavoro, dato che le conferenze sono spesso più accessibili di una volta. Ma io sono attiva anche come trainer o come militante, dato che posso incontrare i miei amici senza problemi”.

Siamo tornati a casa insieme a Konrad. Grazie alle nuove tecnologie, come i lettori delle schermate video, può lavorare, fare acquisti e gestire la sua vita economica senza dipendere da nessuno: "Grazie all’ecosistema on line e grazie alla piattaforma gestionale, molta parte della giornata, o tutta la giornata, la si può vivere in autosufficienza. Ed è un enorme progresso”.

Azioni per garantire accessibilità comportano ingenti spese necessarie ad adattare le reti del traposrto pubblico, gli spazi e gli arredi urbani. E tuttavia la sfida rimane. Quest’anno Varsavia si è aggiudicata l’Access City Award, in segno di riconoscimento degli sforzi finora compiuti per innalzare la qualità della vita dei cittadini, disabili e non.

Pawel Rabiej, vicesindaco di Varsavia: “Ci sono voluti trent’anni di lavoro duro, ma ora i nuovi edifici debbono rispettare gi standard e sono concepiti e realizzati in modo da non costituire ostacoli. Per noi Varsavia è la città di tutti e di ciascuno, e questo vale anche per chi ha delle disabilità. Spero che tutti possano sfruttare questo potenziale che la città ha saputo creare”.

Ritorno a Bruxelles, dove l’Unione europea assume le proprie decisioni. Qui incontriamo Nadia Hadad dirigente del Forum europeo sulle disabilità, un’organizzazione che si batte in difesa dei diritti delle persone disabili. Nadia ha una laurea in ingegneria ed è tetraplegica: “L’Accessibility Act ha fatto molto per aprire ai disabili il mercato digitale di diversi servizi. Tuttavia c’è ancora un ampio ritardo nel mondo fisico, dove ancora molti edifici, molte linee di trasporto, molti spazi pubblici, restano com’erano”.“I progressi non si vedono molto da fuori perchè a volte le infrastrutture non sono accessibili. Ad esempio non posso prendere la metro dove vorrei, perché servono due persone che sistemino una rampa per farmi entrare, che mi seguano nel viaggio per farmi scendere a destinazione”.

Da Bruxelles ad Hannover, in Germania. Per incontrare la prima e unica donna con disabilità eletta al parlamento europeo, Katrin Langensiepen: "Per I disabili le occasioni di lavoro non si presentano facilmente. A volte le società preferiscono pagare indennizzazioni o penali, pur di non formare o assumere una persona con disabilità. Trovo imbarazzante per una Potenza industriale come la Germania dire che mancano lavoratori qualificati, sollevando reazioni qui e li ma senza incidere sulla realtà, senza invece domandarsi quale sia la situazone del mercato del lavoro per le persone con disabilità?"

Non essendoci ancora una legislazione europea in materia, le soluzioni sono legate alle scelte dei singoli governi nazionali. La direttiva punta a costruire una Europa attrezzata per rendere possibile una vita autonoma alle persone con disabilità. Ma nonostante la conquista importante, resta ancora tanta la strada da percorrere.

L'accessibilità è un prerequisito per altri diritti fondamentali, come l’accesso al posto di lavoro,all’ istruzione, ai servizi pubblici, alla libera circolazione o al tempo libero. Le persone con disabilità dovrebbero accedere a tutto questo su una base di uguaglianza. Attualmente sono 120 milioni gli europei con qualche forma di disabilità, un dato che si spiega in parte con la crescente quota di anziani in rapporto all’universo della popolazione. Gli Stati membri dell'UE, finora, avevano norme nazionali sull'accessibilità domestica, ma l’Accessibility Act, una direttiva comunitaria che punta a rendere più accessibili prodotti e servizi sul mercato comune, e ad eliminare le strettoie derivanti dalle diverse legislazioni.

La direttiva riguarda • Smartphone, tablet e computer • Distribuitori di biglietti • Programmi TV • Operazioni bancarie • Editoria digitale. • -E commerce e servizi online

Gli Stati membri hanno tempo fino al 2022 per adottare la direttiva, e farla diventare parte delle rispettive legislazioni nazionali.