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Spagna, Covid-19, Sanchez: "Non ci siamo, a casa fino al 9 maggio"

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Spanish Prime Minister Pedro Sanchez
Spanish Prime Minister Pedro Sanchez   -   Diritti d'autore  ANDRES BALLESTEROS/AFP OR LICENSORS
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14 marzo- 9-maggio. Potrebbero essere queste le date che passeranno alla storia come quelle di inizio e fine del confinamento in Spagna, nell'annus horribilis del coronavirus.

Questo sabato il primo ministro socialista Pedro Sanchez ha infatti annunciato che chiederà al parlamento di estendere il confinamento di 15 giorni, fino al 9 incluso, appunto; "sono necessari altri sforzi - ha detto - prima della fase 2". "Nonostante gli enormi progressi che abbiamo fatto non abbiamo ancora raggiunto i parametri dettati dall'organizzazione mondiale della sanità. Quindi è impossibile mettere termine al confinamento", ha specificato, citando la responsabilità dei cittadini e i momenti più duri, ormai passati.

L'unica concessione saranno le passeggiate con i propri bambini, autorizzate dal 27 aprile.

La Spagna è al momento l'unico Paese europeo a non permettere i giovanissimi di uscire di casa.

Sanchez ha anche fatto un appello ai 27 Paesi dell'Unione a trovare un accordo per uscire dalla crisi evitando che i "lupi del populismo europeo", così li ha chiamati, approfittino delle divisioni per diffondere "il loro messaggio di odio".

L'Europa non deve permettere che i lupi del populismo anti europeo approfittino dell'opportunità della crisi per diffondere il loro messaggio di odio
Pedro Sanchez
Primo ministro spagnolo

In Spagna parte delle attività lavorative, quelle legate in modo particolare all'edilizia, hanno ripreso lunedì 13 aprile, con i suoi 20.500 morti, 410 nelle ultime 24 ore, e oltre 195 mila casi è il secondo Paese maggiormente colpito in Europa da covid-19.

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Test at University Hospital - BurgosAFP or licensorsCESAR MANSO