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Decessi in crescita in tutta Europa, ma si pensa alla "fase 2"

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Decessi in crescita in tutta Europa, ma si pensa alla "fase 2"
Diritti d'autore  Cecilia Fabiano/LaPresse
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Le vittime da coronavirus continuano a crescere in tutta Europa - secondo una stima sarebero già 30.000 - ma in molti paesi si tenta di programmare la futura, graduale, uscita dall'emergenza. In Italia, oltre 110.000 casi positivi e più di 13.000 morti, il premier Giuseppe Conte ammette di non poter fare previsioni: "Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi, e nel momento in cui il Consiglio degli esperti ce lo permetterà, inizieremo a programmare un allentamento delle misure. Non vi posso dire il 14 aprile, non siamo nella condizione".

In Spagna dove si contano 9387 morti e oltre 104.000 contaminati, un team veterinario dell'Università di Madrid lavora allo sviluppo di un test per il Covid-19. Nonostante il record di decessi di ieri e ieri l'altro, la curva dei nuovi contagi pare abbassarsi, il che induce le autorità a ribadire l'utilità del blocco.

In Francia il numero delle vittime cresce ogni giorno, ieri sono morti 509 pazienti, e la crisi dei posti letto in alcune regioni resta grave. Il primo ministro Eduard Philippe parla dell'uscita dal blocco con molta cautela. "Abbiamo creato diversi gruppi di lavoro sul tema delle misure di blocco per arivare a definire una strategia appropriata, verificare la fattibiità di un ritorno graduale, regione per regione, o quella di una sperimentazione che potrà basarsi chissa sulle fasce d'età".

In Gran Bretagna, dove si registra il record di 500 morti in 24 ore, l'aviazione ha allestito velivoli sanitari attrezzati per il trasporto di pazienti, e il Servizio sanitario nazionale ha aperto un centro diagnostico in una struttura montata nel parcheggio di un centro commerciale. Qui nella giornata di luendi sono stati eseguiti 8630 test. Nel paese sono stati effettuati in totale 152.000 test da cui sono risultati oltre 30.000 casi positivi.