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Tra povertà estrema ed eccessivo benessere: 250 milioni di bimbi a rischio

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Tra povertà estrema ed eccessivo benessere: 250 milioni di bimbi a rischio
Diritti d'autore  AP Photo/Altaf Qadri, File
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Inquinamento ed emergenza climatica; obesità e denutrizione; overdose di social e televisione o analfabetismo e sottosviluppo. Sono alcune delle minacce che, in tutto il mondo, mettono a rischio il futuro di 250 milioni di bambini sotto i cinque anni.

A rivelarlo è un'indagine congiunta di Oms, Unicef e della prestigiosa rivista scientifica The Lancet. Il messaggio è chiaro; nella protezione dell'infanzia il mondo si sta rivelando inadeguato, nessun paese escluso .

Perché, anche dove mancano povertà estrema e conflitti armati, a minacciare i bambini sono i problemi legati all'eccessivo benessere, come l'inquinamento e i disordini alimentari. "Il marketing di stili di vita malsani e la raccolta dei loro dati sui social media a fini di lucro rientrano in questo genere di cose" spiega Stefan Swartling, direttore associato nel settore salute dell'Unicef. "Un'altra minaccia immediata è rappresentata dalle crescenti disuguaglianze tra le diverse popolazioni o all'interno di esse, disuguaglianze che lasciano alcuni bambini in condizioni di povertà".

Ma se nessun paese è innocente, alcuni se la cavano parecchio meglio di altri: nella classifica riportata all'interno dell'indagine - e relativa all'indice di prosperità infantile - al primo posto si piazza la Norvegia, all'ultimo la Repubblica centrafricana.

L'Italia è 26esima su 180, in posizione migliore rispetto agli Stati Uniti (38esimo posto) ma parecchio peggiore rispetto a Francia, Spagna, Portiogallo, Germania e molti altri vicini europei