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FAO: "Allarme locuste nel Corno d'Africa"

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FAO: "Allarme locuste nel Corno d'Africa"
Diritti d'autore  TONY KARUMBA / AFP   -   TONY KARUMBA / AFP
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È la peggiore invasione di insetti degli ultimi 25 anni, quella che si è abbattuta su ampie regioni di Etiopia, Somalia, Kenya, Sud Sudan e Uganda, mettendo a rischio immediato l'accesso al cibo per 19 milioni di persone. Se non si agisce tempestivamente il rischio è di assistere a un aumento esponenziale della diffusione di questo insetto, che potrebbe presto trasformarsi in una vera e propria catastrofe umanitaria.

Secondo Daniele Donati,videdirettore della Divisione emergenze della FAO, il fenomeno potrebbe essere un effetto indiretto del cambiamento climatico: "Le locuste hanno bisogno di sabbia umida per deporre le uova, queste condizioni si sono create nella regione dopo tre cicloni che hanno colpito la penisola araba, il che non era mai avvenuto prima. Dunque dipende dai cambiamenti climatici? Quello che è certo è che i cambiamenti nel meteo influiscono, perché sono una delle variabili".

Gli esperti sostengono che senza un intervento tempestivo e coordinato l'invasione rischia di diventare endemica, con enormi ripercussioni su quei territori per molto tempo. Un singolo sciame di insetti, popolato anche da 100 milioni di individui, in un giorno consuma cibo che potrebbe sfamare 2500 persone, con conseguenze drammatiche sulle già fragili comunità locali.

"Se il prezzo del latte aumenta di un euro, qualcosa che in Europa non verrebbe nemmeno percepito, sulle popolazioni rurali del Corno d'Africa la conseguenza è un improvviso cambiamento nelle abitudini di vita, un incremento del numero di coloro che abbandonano la terra e non mandano i figli a scuola", aggiunge DOnati.

Sebbene in alcuni paesi sia stato mobilitato l'esercito, le azioni per contrastare la diffusione degli sciami - a loro volta considerate potenzialmente pericolose a causa dell'impiego massiccio di insetticidi - restano sporadiche e senza mezzi efficaci. "Dobbiamo agire in fretta. La sfida da vincere è quella di riuscire a mettere in atto un nuovo ciclo di disinfestazione già alla fine di marzo".

Secondo la FAO per affrontare l'emergenza servono almeno 70 milioni di euro. Gli Stati Uniti hanno stanziato un contributo di 700 mila euro, e l'Unione europea uno da un milione di euro.