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No, i dati satellitari non dimostrano che a Wuhan i forni crematori brucino cadaveri

No, i dati satellitari non dimostrano che a Wuhan i forni crematori brucino cadaveri
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Livelli di anidride solforosa a Wuhan e Chongquing - windy.com
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Mentre l'epidemia di coronavirus sta per raggiungere il suo picco in Cina, alcuni tabloid britannici hanno pubblicato una inquietante notizia che si è rivelata però sostanzialmente falsa: alti livelli di anidride solforosa (SO2) a Wuhan e Chongquing che, secondo il Sun o il Daily Mirror, suggerirebbero un'attività fuori dal normale dei forni crematori della città. Per bruciare cadaveri, l'idea fatta filtrare.

La fake news è diventata subito virale, neanche a dirlo. Tanto che sia l'ufficio cinese per la qualità dell'aria che il Ministero dell'Ecologia e dell'Ambiente hanno emesso un comunicato in cui affermano che, dopo una "attenta conferma", i dati satellitari presi dall'applicazione Windy.com rappresentano una "grave distorsione" della realtà.

Secondo i dati cinesi, domenica è stata registrata una concentrazione compresa tra 4 e 8 μg/m3, e non 1.300 μg/m3 come si vede su Windy.com

Come è nata la voce della cremazione dei defunti contaminati dal virus

L'account twitter @intelwdotave, poco più di 16mila follower, ha postato un thread su Twitter che è diventato il riferimento di tutti gli appassionati di complottismi. Livelli di 1.300 microgrammi per metro cubo di anidride solforosa sarebbero molto dannosi per la salute: l'OMS considera infatti pericolosa l'esposizione a livelli superiori a 20 µg/m3 per 24 ore e 500 µg/m3 per 10 minuti.

L'account ha lasciato le spiegazioni del perché di questo picco all'immaginazione del lettore: una centrale elettrica, un rogo di rifiuti, carcase di animali dati alle fiamme o - "terza e più morbosa ipotesi: persone decedute cremate alla periferie della città, dato che le cifre sui morti sono molto più alte di quelle riportate dal Partito Comunista Cinese".

Intelwave ha confermato a Euronews di aver visto molte voci su Internet e di aver deciso di indagare.

Nei giorni scorsi, alcuni media hanno scritto di crematori a Wuhan operativi 24 ore su 24 sulla base di un'intervista con un dipendente, che sarebbe stata ottenuta da The Epoch Times, un media conservatore e anticomunista della comunità cinese negli Stati Uniti. Anche altri esperti al di fuori della Cina mettono in dubbio la veridicità dei dati ufficiali sulle vittime.

Cosa sappiamo con certezza

In questi giorni, i modelli mostrano effettivamente livelli relativamente alti di SO2 in entrambe le città. Ma poco o nulla permette di stabilire un collegamento con la presunta attività crematoria dei forni.

L'anidride solforosa è naturalmente emessa dai vulcani. Secondo l'OMS, la principale fonte umana di emissioni di SO2 è la "combustione di fossili contenenti zolfo utilizzati per il riscaldamento domestico, la produzione di elettricità e i veicoli a motore"; ma anhe la combustione dei rifiuti e la decomposizione della materia organica.

Un professore di chimica, intervistato da Open, ha calcolato che se la teoria dei corpi umani inceneriti fosse vera, allora quella nube dovrebbe essere stata generata dalla combustione di 30 milioni di corpi. Semplicemente impossibile.

Non si tratta di modelli satellitari

Windy.com non offre "immagini satellitari" dei livelli di anidride solforosa bensì proiezioni basate sul modello GEOS-5 della NASA, che, secondo la stessa agenzia statunitense, spesso restituisce risultati significativamente superiori alle osservazioni.

I modelli non sono aggiornati per tener conto di eventi come l'epidemia di coronavirus. Si basano su "inventari delle emissioni", cioè su una probabilità di emissioni basata su ciò che accade di solito. Per Wuhan, prendono in considerazione le fonti abituali di emissioni, le fabbriche, le centrali elettriche e gli impianti di riscaldamento, e le confronteranno con le variabili meteorologiche.

I modelli si basano su dati satellitari, ma in generale i satelliti non sono in grado di rilevare fonti di anidride solforosa come fabbriche o forni crematori. Rilevano invece accuratamente fenomeni come le eruzioni vulcaniche.

Usando il modello NASA, si vede come Wuhan abbia sempre livelli mostruosi di anidride solforosa.

L'applicazione earth.nullschool utilizza lo stesso modello della NASA, ma dispone anche di un archivio. Abbiamo verificato il dato per il 14 febbraio 2019 - molto prima che nel mondo si palesasse il coronavirus - e abbiamo ottenuto valori ancora più impressionanti: 1.583 µg/m3. I valori cambiano a seconda di dove posizioniamo il cursore.

Screenshot mostra i livelli di SO2 di 1.583 microgrammi per metro cubo il 14/1/2019 - earth.nullschool.net

Lo stesso vale per Chongqing, dove - puntando il cursore in un giorno del passato a caso - si ottengono livelli di oltre 1.000 μg/m3.

Cosa significa tutto questo? Che le "previsioni" di queste piattaforme sono sì un indicatore interessante, e che certamente Chongqing e Wuhan hanno una qualità dell'aria molto scarsa, ma tutti i dati sono da prendere in prospettiva, e non ci sono prove scientifiche a sostegno delle tesi complottistiche.

Fabbriche e condizioni atmosferiche

Gli esperti consultati da euronews ritengono che i livelli osservati non siano particolarmente allarmanti nel paese più inquinato del mondo. Alte concentrazioni in un particolare luogo possono essere correlate alle condizioni atmosferiche: lo scorso fine settimana infatti a Wuhan faceva freddo, circa 4-5 gradi, e non c'era molto vento, fattore che può aumentare le concentrazioni.

A est di Wuhan, dove aleggia la grande nube di SO2, c'è una grande centrale elettrica a carbone che è menzionata nel catalogo delle fonti di emissione di anidride solforosa della NASA, ci ha indicato la ricercatrice Iolanda Ialongo.

Anu-Maija Sundström, esperta di qualità dell'aria dell'Istituto meteorologico finlandese, ha sottolineato che, ad un'occhiata rapida, né gli indici di qualità dell'aria né il modello SILAM mostrano nulla di eccezionale nei livelli di SO2 di Wuhan.

In breve, siamo davanti all'ennesimo esempio di come sia difficile filtrare la verità in mezzo al rumore della disinformazione, soprattutto su temi così sensibili come il coronavirus; sono in tanti ad approfittare della tradizionale opacità attribuita alle autorità cinesi per diffondere dicerie infondate.

Le ultime notizie indicano intanto che l'epidemia potrebbe concludersi entro aprile. Lo sostiene il consulente medico senior del governo cinese, Zhong Nanshan: secondo l’epidemiologo, 83 anni, noto per aver combattuto la Sars nel 2003, il picco dovrebbe arrivare a metà o fine febbraio. Il conto dei morti ha intanto raggiunto 1.319 decessi in Cina, 261 solo nella giornata di ieri. La commissione sanitaria della provincia di Hubei ha segnalato altri 14.840 contagi.

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