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Francesco in difesa dell'Amazzonia non parla del celibato dei preti

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Molti aspettavano nuove prese di posizioni di papa Francesco sul tema dei preti sposati, ma Querida Amazonia, l'esortazione apostolica che il pontefice dedica alla grande foresta sudamericana e che completa il sinodo dei vescovi concluso a ottobre, non tocca nemmeno la questione. Erano stati gli stessi vescovi, nelle conclusioni delle assise ad ipotizzare la nomina sacerdotale anche ai diaconi sposati, sollevando le critiche dell'ala più conservatrice della chiesa.

Matteo Bruni, portavoce vaticano: "Il sinodo d'altra parte non era un confronto sul celibato, anche se è un tema che ha avuto il suo peso, Il tema del celibato o dell'ingresso nel sacerdozio dei diaconi permanenti era in risposta a una esigenza pastorale di evangelizzazone. Il papa ha recepito questa esigenza e ha risposto con tre parole: preghiera, generosità e formazione. D'altra parte la posizione del papa sul celibato era nota":

Dopo aver definito l'Amazzonia "una terra che è anche nostra", un "luogo teologico" per i cattolici, in quarantuno pagine, il documento espone quattro "sogni" e 111 proposte concrete per rendere efficace "la lotta per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi", affinché "la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa".

Nell'esortazione, la quinta scritta da papa Francesco, si valorizza il contributo che può venire dalle donne, che definisce forti e generose, ma per le quali non si propone l'apertura al sacerdozio.

Oltre all'ecologia, il pontefice tiene al centro il tema della giustizia sociale e chiede ai cattolici di impegnarsi a sostegno degli indigeni, "perché la loro casa viene distrutta per interessi meschini".

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