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FMI: l'economia mondiale in crescita rispetto al 2019

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FMI: l'economia mondiale in crescita rispetto al 2019
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AP - Cliff Owen
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Questa sorta di pace armata che hanno firmato Washington e Pechino sembra aver restituito un po' di serenità all'economia mondiale anche se a Davos gli esperti ritengono che la crescita di ques'anno sarà di poco superiore al 3% comunque positiva rispetto a un anno fa quando le tesioni cino-americane tenevano sul filo l'economia.

La direttrice dello FMI. Kristalina Georgieva ha cercato di rassicurare i presenti, ma i numeri sono numeri e la ripresa è legata a troppe incognite, senza dimenticare che una delle zone commerciali più importanti del mondo, l'Unione Europea con il suo ricco mercato, è ancora legata alle incertezze che dipendono dalla Brexit. Ad esse si aggiungono le tensioni Usa-Iran che potrebbero portare ad un aumento dei prezzi del petrolio e a un conseguente ulteriore rallentamento dell'economia mondiale.

E sono ancora tante le incognite che potrebbero indirizzare in una direzione o nell'altra il corso dell'economia mondiale. È vero ad esmepio che fra Cina e Stati uniti è scoppiata la pace, ma è anche vero che la giustizia canadese sta decidendo se estradare o meno verso gli Stati Uniti, Meng Wanzhou, la figlia del fondatore del colosso delle telecomunicazioni Huawei accusata da Washington di aver aggirato le sanzioni contro l'Iran. Il processo è lungo, ma i mercati vogliono certezze per prosperare. Proprio quello che l'affare Huawei non offre.

Un'altra analista dello FMI ritiene che la richezza del mondo possa riduris di uno 0,8% entro la fine dell'anno rispetto allo 0,5% previsto.

In tutto questo ci sono paesi che reagiscono peggio degli altri. L'Italia ad esempio è nella lista dei cattivi allievi: Crescita modesta, debito alto e produttività bassa sono le accuse. Il Fondo Momnetario richiede dunque riforme strutturali urgenti anche se il rischio elezioni politiche e la tenuta del governo potrebbero impedirlo. Il paese ha beneficiato della politica monetaria accomodante e dei tassi di interesse molto bassi grazie all'intervemto della BCE di Mario Draghi, ma adesso la nuova direzione di Christine Lagarde potrebbe cambiare il metodo operativo e questa per Roma non è certo una buona notizia.

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