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"Nepotismo politico" in Ungheria: i fondi europei per l'agricoltura finiscono agli amici di Orbán?

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"Nepotismo politico" in Ungheria: i fondi europei per l'agricoltura finiscono agli amici di Orbán?
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La nebbia profonda copre i segreti della campagna ungherese.
Questa terra è al centro di un'accusa di clientelismo che coinvolge il primo ministro Viktor Orbán.

Gli oligarchi ungheresi stanno davvero abusando del loro potere, accaparrandosi i terreni agricoli e usando i soldi dei contribuenti europei per riempirsi le tasche?

Unreported Europe - Euronews

Il reporter di Euronews, Hans von der Brelie, ha seguito da vicino questa vicenda, con la collaborazione di alcuni media investigativi magiari e di diverse organizzazioni, come Greenpeace, realizzando un interessante reportage per il programma "Unreported Europe".

"Nepotismo politico"

"L'Ungheria, colpita dagli scandali, è di nuovo in prima pagina: si tratta di accaparramento di terreni su larga scala.
Sono in compagnia di Gabi Horn, una giornalista investigatrice della piattaforma di denuncia (e pubblicazione su Internet) Átlátszó (in italiano: invisibilità) e vorrei sapere: I politici stanno davvero distribuendo terreni agricoli pregiati ad amici e famiglie? Un autentico caso di "nepotismo politico"?

"Sì, è proprio quello che sta succedendo! Andiamo a vedere con il drone...", dice la giornalista Gabi Horn.

Immergendosi in profondità nella fitta nebbia ungherese, vediamo terreni gestiti dai migliori amici del primo ministro.

Il drone scopre lavori di costruzione in una tenuta imperiale di 200 anni fa. Oggi fa parte della proprietà del clan della famiglia Orbán.

"Hatvanpuszta è una proprietà del padre del primo ministro. E molti si chiedono: da dove vengono i soldi per questo sviluppo? E perché sono sempre gli amici e i parenti del governo ad avere i migliori contratti di proprietà?"

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"L'uomo di paglia"

Gabi ci porta in un terreno di proprietà di Lőrinc Mészáros. Chi conosce le cose ungheresi "da dentro" lo chiama l'uomo di paglia di Viktor Orbán, l'uomo che gestisce sotto copertura gran parte della fortuna di Orbán. I due uomini sono legati da molteplici rapporti d'affari, compresi i contratti di proprietà fondiaria.

Euronews ha chiesto un'intervista a Mészáros, che però ha rifiutato.

"Quasi tutta questa zona è di proprietà di Lőrinc Mészáros, amico d'infanzia di Viktor Orbán e della famiglia del primo ministro, dei suoi amici e dei suoi soci d'affari. Spesso sono stati gli amici del partito di governo Fidesz, i parenti e le persone a loro vicine a ottenere gli affitti dei terreni", aggiunge Gabi Horn.

Nations Online Project

"Crony Economy": l'economia di connivenza

Più grande è la superficie affittata o acquistata, maggiore è il sostegno finanziario ricevuto dall'Unione Europea.
L'80% del reddito netto degli agricoltori ungheresi è generato dai sussidi, secondo l'ex segretario di stato per l'agricoltura György Raskó.
C'è qualcosa di marcio nella gestione di Orbán?

"La Crony Economy (l'economia di connivenza) è un dato di fatto in Ungheria e ci sono amici del primo ministro che sono stati...positivamente discriminati, direi cosi...e hanno accesso a diversi fondi", spiega György Raskó.

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"Finti" contadini e contadini veri

Il primo ministro Orbán critica l'UE, ma è felice che l'Ungheria riceva massicci sussidi agricoli europei. La ridistribuzione governativa degli affitti di terreni nell'Ungheria orientale ha paralizzato i mezzi di sussistenza di alcuni agricoltori locali.

Gli uomini d'affari delle città dell'est dell'Ungheria, al confine con la Romania (in particolare, Debrecen), hanno creato indirizzi falsi nei villaggi, per partecipare alle gare d'appalto per l'acquisto dei terreni.

È qui, nella cittadina di Berettyóújfalu, che incontriamo alcuni agricoltori. Molto arrabbiati.

"Gli amici del partito Fidesz hanno ottenuto le terre: purtroppo, ci sono molti finti contadini... I veri contadini come noi non hanno ottenuto nulla", dice il pastore Zsigmond Mavranyi, amareggiato.

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"Non hanno nemmeno animali..."

"Quei finti agricoltori non hanno alcuna esperienza in agricoltura. Non sono nemmeno venuti a vedere il pascolo. Il 90% di loro non ha nemmeno animali. Ma non ci lasciano pascolare i nostri animali", aggiunge Roland Karácson.

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"Ci vogliono le mazzette..."

Problemi a non finire: un nuovo contratto di affitto su quattro, ad esempio, sembra non essere in regola.
Per ottenere l'appalto, dicono qui, bisogna pagare anche due milioni di fiorini (quasi 6.000 euro) di mazzette.
Ma Gyula non ha piu quei soldi. Quando ha partecipato alla gara d'appalto, insieme a due pastori locali, ha perso.

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Un gregge di pecore nelle campagne ungheresi.Euronews

"Avevo 600 pecore..."

"Hanno avuto la terra quelli che erano più vicini al potere... È esattamente così che dobbiamo chiamarlo", spiega Gyula Buj, laconico.

"Avevo 600 pecore, ma a loro non importava cosa ne sarebbe stato di loro. Qualcuno ci ha detto che il problema era che non avevamo messo una scatola piena di soldi sotto le braccia e consegnata alle persone giuste. Per questo non abbiamo avuto il nostro pascolo".

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"All'improvviso il contratto d'affitto non è più stato rinnovato..."

La giornalista investigativa Gabi Horn si scalda nella cucina di Erika Bajkor Tóth e sua madre.
Siamo ad Hortobágy, nell'est dell'Ungheria. Qui si trova anche un celebre Parco Nazionale.

Negli anni '90, la famiglia di Erika ha costruito un caseificio da zero. Nel 2008 e nel 2014 la fattoria di famiglia ha ottenuto il sostegno dell'UE per rimanere competitiva. Ma poi il loro contratto di affitto a lungo termine non è stato rinnovato. Non si sa il perchè.

"Questi sono i 6 ettari dei nostri fabbricati agricoli e sono circondati da 170 ettari, che un tempo erano pascoli per le nostre vacche. Ma ci sono stati portati via da qualcun altro, quindi non possiamo più andare da nessuna parte per far pascolare i nostri animali".

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La famiglia aveva quasi 500 mucche da latte. Oggi sono 300. Senza accesso al pascolo, Erika deve acquistare costosi foraggi tutto l'anno.
Il suo sogno di vivere grazie ad una moderna fattoria di famiglia rischia di infrangersi.

"La mia famiglia è stata pesantemente colpita, perché mio padre si è ammalato di depressione e poco dopo è morto, a causa di quella tragedia", aggiunge Erika Bajkor Tóth.

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Alcune delle 300 vacche dell'azienda di Erika Bajkor Tóth.Euronews

"L'Ungheria è diventata un paese di oligarchi"

Gli scandali legati alle procedure di locazione e vendita dei terreni hanno scatenato una moltitudine di cause legali.
Davanti al Palazzo di Giustizia di Budapest incontriamo Katalin Rodics, che lavora per Greenpeace Ungheria.

"Le terre sono andate agli amici di Orbán e ai sostenitori del governo e l'Ungheria è diventata un paese di pochi grandi oligarchi", dichiara sibillina Katalin Rodics.

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Il caso della fattoria organica Kishantos

Con l'attivista di Greenpeace, Katalin Rodics, e la giornalista investigativa di Átlátszó, Gabi Horn, incontriamo Éva Ács prima di un'importante udienza in tribunale.
Éva è la direttrice della famosa fattoria Kishantos, un caso discusso anche alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo.

Oggi, la pianura intorno a Kishantos è coltivata utilizzando prodotti chimici di ogni tipo.
Kishantos, fino a poco tempo fa, era una splendida fattoria organica e bio-agriturismo.
Ma la terra è stata sottratta alla cooperativa locale e suddivisa in otto appezzamenti.
Eva dà la colpa al primo ministro Orbán per aver deciso la fine di Kishantos.

"Siamo stati attaccati da un gruppo di guardie, qui, nella nostra fattoria. Sono state mandate dallo Stato. E questa fattoria biologica, 452 ettari, è stata distrutta proprio in quel giorno terribile", ricorda malvolentieri Éva Ács.

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Gli "sporchi trucchi"

Torniamo a Budapest.
Gabi ci porta alla sede di Átlátszó. Il luogo di lavoro è condiviso con altre ONG.
Qualche settimana fa estremisti di destra hanno attaccato l'edificio.

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Uno dei ponti che collega Buda e Pest.Euronews

Gabi ci spiega gli "sporchi trucchi" per accaparrarsi i terreni agricoli in Ungheria:

- Hans von der Brelie, Euronews:
"Ma c'è un limite legale di quanto una persona possa comprare, in Ungheria?"

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Un grafico delle proprietà terriere nell'est dell'Ungheria.Euronews

Gabi Horn, giornalista investigativa Átlátszó:
"Sì, c'è una legge su questo, ma si può anche giocare con la legge e il modo di giocare è quello che se tu e i tuoi familiari acquistate un po' di terra... E, passando al grafico successivo, possiamo vedere vari gruppi di interesse intorno a diversi oligarchi che sono riusciti a diventare ricchi grazie ai contratti pubblici, grazie ai buoni contatti con il governo di Fidesz o con lo stesso primo ministro".

La risposta del governo-Orbán

Il governo, però, rifiuta le accuse, affermando che la redistribuzione della terra è perfettamente legale e che è importante costruire grandi agro-entità per essere competitivi con l'Europa occidentale.

Gabi e i suoi colleghi di Átlátszó hanno vinto diversi premi per aver scavato in profondità nella nebbia ungherese...
E continueranno a cercare la verità.

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Link utili

Átlátszó su Twitter

Kishantos Organic Farm su Facebook

Tutti i reportage di Unreported Europe

Il reporter: Hans von der Brelie

Specializzato in reportage da tutta Europa per il programma "Unreported Europe", Hans von der Brelie, tedesco, è uno degli inviati di punta di Euronews.
@euronewsreport

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Una cartolina dalla campagna ungherese

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Nebbiosa e nevosa: la campagna ungherese sa essere spietata. E non solo in fotografia.Euronews
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