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Chi ha paura del 5G

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Chi ha paura del 5G
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Il 5G è una tecnologia controversa, soprattutto in materia di salute. Abbiamo seguito un attivista a Bruxelles che ci ha spiegato per quale ragione è contrario a quest'innovazione tanto amata dalle imprese e dall'Unione europea.

I timori per la salute

Olivier Galand entra in una farmacia di Bruxelles per chiedere l'autorizzazione di affiggere le sue locandine contro il 5G. Olivier fa parte del collettivo grONDES. Dice che le onde utilizzate avranno una frequenza più elevata per poter trasmettere più dati: "La particolarità del 5G è che ha una minore capacità di penetrazione, quindi ci ritroveremo con un ripetitore ogni 12 case circa. Siamo molto preoccupati, perché ci sono diversi scienziati, medici e pediatri che hanno lanciato l'allarme".

La questione è controversa: non ci sono prove che le emissioni elettromagnetiche abbiano effetti negative sulla salute, in particolare che provochino il cancro, ma non c'è nemmeno nessuna prova del contrario. "Ad oggi - dice l'Organizzazione mondiale della Sanità - non sono stati confermati effetti negativi sulla salute derivanti da esposizioni a basso livello a lungo termine a campi di radiofrequenza o di frequenza di potenza, ma gli scienziati stanno continuando attivamente a ricercare quest'area".

Bruxelles mancata pioniera

A Bruxelles l'implementazione del 5G è stata bloccata dal governo regionale perché, per poter installare le nuove antenne, sarà necessario modificare il limite legale delle emissioni. Attualmente sono in corso dei test per capire se e in che modo farlo. Ma prima di alzare i parametri, ha detto la ministra dell'ambiente della regione di Bruxelles Céline Fremault ad aprile, ci vogliono garanzie che le emissioni non siano dannose. Alla fine, si tratterebbe di un problema tecnico più che sanitario, e comunque, anche se la regione desse il via libera, la concessione delle licenze per il 5G dipende dal governo nazionale.

Le dichiarazioni della ministra regionale di Bruxelles sul 5g

L'entusiasmo dell'Ue

L'Unione europea in ogni caso sta spingendo per sviluppare la tecnologia di nuova generazione in tutti gli stati membri. Il Commissario europeo al Mercato interno Thierry Breton il 3 dicembre ha così spiegato perché: "Ci consentirà in particolare di sviluppare numerose nuove applicazioni nel mondo industriale, nell'industria dei dati, e soprattutto in tutto quello che chiamiamo Internet delle cose".

Ma per Olivier i nostri tetti sono già troppo affollati di ripetitori. Per questo, quando non usa il wifi in casa sua, preferisce spegnerlo. Ma non si preoccupa solo per la salute della sua famiglia: "Per fabbricare i telefonini - rincara - sono necessari materiali molto rari, che vengono estratti in paesi in via di sviluppo in condizioni terribili per chi ci lavora. Abbiamo vistobambini in Congo estrarre i minerali per i nostri telefonini in condizioni atroci".