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Kraken, un po' robot un po' stampante 3D

Kraken, un po' robot un po' stampante 3D
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In quest'episodio scopriamo quello che è un ibrido fra un robot e una stampante a tre dimensioni, in grado di costruire strutture solide in diversi materiali come per esempio l'alluminio o la resina. È stato progettato per stimolare la competitività delle industrie europee dell'automobile, delle costruzioni e anche dell'aeronautica. Come e fino a che punto questo è possibile? Scienziati europei coordinati da Saragozza, in Spagna, hanno lavorato insieme per rispondere a questa domanda.

Più rapido del 40 per cento

Kraken è un macchinario ibrido, un po' stampante 3D un po' robot. I ricercatori affermano che la tecnologia è stata progettata per rendere la produzione di componenti industriali più rapida del 40 per cento. Il robot può fabbricare strutture grandi o piccole con una precisione di 0,1 millimetri grazie a uno scanner laser. E la tecnologia può essere facilmente adattata alle circostanze, dice l'ingegnere Iván Monzón Catalán: "Possiamo lavorare su superfici di 20 metri x 4 x 4, più o meno. Ma le dimensioni non sono un ostacolo. In questo caso a limitare lo spazio di lavoro sono le dimensioni della gru a ponte che abbiamo qui. Ma nulla ci impedisce di usare una gru a ponte più grande, o una gru a ponte senza colonne o direttamente un robot mobile".

Strutture complesse e geometrie variabili

Il robot, che viene seguito costantemente in tempo reale, può anche stampare volumi in resina, sotto forma di pasta poliuretanica, con una velocità di deposizione di circa 120 chili all'ora. "Questo macchinario ci permette di lavorare con tecnologie ibride. Possiamo stampare una struttura in 3D completa, come avete visto nelle dimostrazioni, ma anche sottrarre materiale dai pezzi - spiega l'ingegnere mostrandoci un oggetto -. Per esempio, in questo modellino di un castello, potete vedere come vengono intagliate le parti superiori per ottenere il risultato finale. In questo modo possiamo ottenere strutture molto complesse e con geometrie molto variabili".

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Sia le parti finite sia quelle semi finite vengono costantemente monitorate per rilevare eventuali difetti, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e ridurre gli sprechi di materiale.

Il futuro di Kraken

Ora i ricercatori stanno cercando altri modi per arricchire il sistema, svela l'ingegnera industriale Berta Gonzalvo: "Stiamo studiando come integrare l'intelligenza artificiale, come sviluppare gemelli digitali, e anche come aggiungere nuove interfacce uomo-macchina. Stiamo anche esaminando la possibilità di integrare le tecnologie create per questo prodotto in altre macchine utensili esistenti".

La tecnologia è stata originariamente sviluppata per l'industria automobilistica e per il settore delle costruzioni. E i ricercatori ora puntano più in alto, dice il direttore del progetto Kraken, José Antonio Dieste: "Il settore aeronautico è molto interessato alla nostra soluzione. Anche l'industria cantieristica, per la fabbricazione di navi o di yacht. Anche il settore ferroviario e quello delle energie rinnovabili, soprattutto per la fabbricazione di pale per le turbine eoliche. Tutto sommato è un sistema versatile e abbastanza facile da replicare".

Gli ingegneri sostengono che il sistema richiede un decimo dello spazio rispetto ad altre tecnologie esistenti ed è praticamente pronto per essere immesso sul mercato.

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