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Le pietre che urlano il nome di Auschwitz

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Le pietre che urlano il nome di Auschwitz
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Il 27 gennaio viene celebrato il 75 ° anniversario della liberazione del lager di Auschwitz da parte dell'eroica Armata Rossa. Il ricordo ormai è lontano per questo un artista tedesco continua a fabbricare e posizionare le pietre d'inciampo che ricordano come le dittature nazifasciste schiusero le più colossali mattanze di uomini che la storia ricordi. Sono 75 mila in 1200 città i blocchetti in memoria di coloro che finirono nel girone dell'eliminazione razziale messa in atto dai nazifascisti.

Il tedesco Gunter Demnig sostiene che l'incisione delle lettere sulle lastre delle pietre d'inciampo fa si che "le parole assumano un nuovo significato". "L'omicidio e la morte non sono solo parole, ma qualcosa di concreto, reale che puoi afferrare" sentenzia Demnig. Il progetto, partito agli inizi degli anni Novanta, si è diffuso senza fine e ci sono sempre più richieste per la creazione di pietre che ricordino persone dimenticate.

Un momento storico delicato

La comunità ebraica europea si sente nuovamente minacciata da pericoli più concreti mentre il sentimento di scelte politiche che sbandierano un nazionalismo terra terra, vecchio stampo, completa un quadro inquietante. Per questo non si deve cancellare la memoria.

1200 città che ricordano l'olocausto

Ogni mattonella reca la sua documentazione. Reca un nome e la data della storia dello sterminio di quella persona. Sono tante le città dell'Europa dell'est che adesso ricordano coloro che vennero sbranati dalla storia e queste decine di migliaia di segnali possono condurre le coscienze verso una scelta di moderazione e di comprensione. Anche in Italia si conserva la memoria in diverse città. Ecco il caso di Firenze.

Dal Vangelo secondo Luca 19,29-44:

Come fu vicino a Betfage e a Betania, presso il monte detto degli Ulivi, mandò due discepoli, dicendo: 30 «Andate nella borgata di fronte, nella quale, entrando, troverete un puledro legato, su cui non è mai salito nessuno; slegatelo e conducetelo qui da me. 31 Se qualcuno vi domanda perché lo slegate, direte così: "Il Signore ne ha bisogno"».

32 E quelli che erano stati mandati partirono e trovarono tutto come egli aveva detto loro. 33 Mentre essi slegavano il puledro, i suoi padroni dissero loro: «Perché slegate il puledro?» 34 Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». 35 E lo condussero a Gesù; e, gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. 36 Mentre egli avanzava stendevano i loro mantelli sulla via. 37 Quando fu vicino alla città, alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli, con gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano viste, 38 dicendo: «Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi!»

39 Alcuni farisei, tra la folla, gli dissero: «Maestro, sgrida i tuoi discepoli!» 40 Ma egli rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno».