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L'energia solare getta ponti fra Serbia e Croazia

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L'energia solare getta ponti fra Serbia e Croazia
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Grazie a R-Sol-E, un progetto sostenuto dalla politica di coesione dell'Unione europea, due città croate e una serba lavorano insieme a favore delle energie rinnovabili. Il consumo energetico degli edifici pubblici e delle infrastrutture sta diminuendo mentre la cooperazione fra due paesi un tempo nemici si rafforza.

Una scuola materna scaldata dai pannelli solari

Winter is coming. Arriva l'inverno, ma sarà al caldo, per la scuola materna comunale di Belišće, in Croazia. L'edificio da diversi mesi è riscaldato grazie ai pannelli solari installati nell'ambito del progetto europeo R-Sol-E, cofinanziato dalla politica di coesione dell'Unione europea. Il progetto si è aggiudicato uno dei RegioStar Awards 2019. L'obiettivo di risparmiare energia è stato raggiunto, afferma il dirigente scolastico dell'istituto, Zdengo Glasovac: "Abbiamo questi pannelli solari da un anno, e a gennaio abbiamo cominciato a registrare il consumo di acqua ed elettricità. Le bollette dimostrano che abbiamo risparmiato in elettricità, gas e acqua":

In tutto sono state installate cinque stazioni solari a Belišće e una nella cittadina vicina di Gorjani, tutte situate in edifici pubblici, che producono 200 mila chilowatt di energia rinnovabile all'anno.

Croazia e Serbia: una collaborazione fra ex nemici

Anche la città di Novi Sad, in Serbia, partecipa al progetto che punta a produrre energia pulita nei servizi pubblici. Un altro obiettivo del progetto è infatti di far collaborare gli ex paesi nemici, Croazia e Serbia: le tre città condividono dati sul consumo di energia e su quanto risparmiano. Secondo la project manager Ljerka Vuckovic, "Che si tratti del settore delle energie rinnovabili, della protezione dell'ambiente, o magari di potenziare la nostra offerta turistica, ci sono sempre interessi comuni. E penso che questi programmi di cooperazione transfrontaliera ci consentano di trovare basi comuni su cui costruire ponti. Per non tornare indietro, quindi, ma guardare al futuro".

Risparmi d'energia fino all'80 per cento

Il budget complessivo del progetto è di 1.010.153 euro, di cui 858.630 derivano dalla politica di coesione europea attraverso il Programma interregionale Croazia-Serbia. Il risultato è un risparmio energetico di oltre il 60 per cento, equivalente a 30 mila euro all'anno per le tre città.

A Novi Sad il progetto ha permesso di mappare l'illuminazione pubblica della città per rendere la rete più efficiente. La bolletta della luce del comune si è ridotta dell'80 per cento, in parte grazie a lampioni alimentati da pannelli solari. Dei 32 mila lampioni, 22 mila sono stati installati da poco. "Il comune di Novi Sad ha fatto installare cento lampioni ad alta efficienza in varie località della città e dintorni - specifica Zorica Ninić Stupar, project manager di R-Sol-E Serbia - dove non era possibile avere illuminazione attraverso la rete di distribuzione elettrica".

Il progetto si ispira a esperimenti simili fatti in altre città europee, come Güssing e Graz in Austria.

I lampioni sono dotati di sensori: se fa buio, si accendono all'avvicinarsi di una persona e si spengono appena la persona si allontana.