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Pensioni nell'occhio del ciclone, ecco come funzionano altrove

Pensioni nell'occhio del ciclone, ecco come funzionano altrove
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Lo hanno ribattezzato il "muro del 5 dicembre". E' il "no" arrabbiato della Francia alla riforma delle pensioni che punta a spostare l'età ufficiale del pensionamento dai 62 ai 64 anni.

Le pensioni sono ovunque all'origine della discordia specie quando si tenta di riformarle. Nonostante le rassicurazioni del Presidente Macron, la proposta di riforma che sta infiammando il dibattito francese prevede una serie d'incentivi per posticipare il pensionamento se si vuole ottenere un trattamento pieno.

Ma cosa succede altrove?

Fra regimi speciali e benefici concessi a specifiche categorie di lavoratori, oggi in Francia l'età media di pensionamento è ben più bassa di quella di Italia, Spagna, Grecia e Portogallo.

La Francia è anche tra i Paesi che garantiscono uno dei migliori trattamenti pensionistici in rapporto al salario, quindi ai contributi versati. Criterio questo che vede, sulla carta, l'Italia svettare in classifica anche se bisognerebbe tener conto, nel nostro caso, che la statistica considera ancora il vecchio regime. Nel 2019, in Italia (dove si sta gradualmente passando dal regime retributivo a quello contributivo), cambieranno infatti i coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione e ciò determinerà una sensibile riduzione del trattamento.

L'allungamento generale della vita, l'entrata posticipata nel mercato del lavoro e il calo demografico hanno imposto quasi ovunque un innalzamento medio dell'età per accedere al trattamento pensionistico
Pascale Joannin
Direttore, Fondazione Schuman

Pascale Joannin, Direttore generale della Fondazione Robert Schuman, riscontra come in molti Paesi europei "l'allungamento generale della vita, l'entrata posticipata nel mercato del lavoro e il calo demografico hanno imposto quasi ovunque un innalzamento medio dell'età per accedere al trattamento pensionistico". Da questo punto di vista - ha evidenziato - "i francesi sono tra quelli che vanno prima in pensione e oggi gli europei li osservano chiedendosi perché non accettino cambiamenti che altrove hanno già dovuto accettare"

Nel mirino della protesta francese c'è anche l'accorpamento dei 42 diversi schemi pensionistici, cosa che renderebbe tutto il sistema più equo. I regimi speciali francesi - per i dipendenti di metro e ferrovie, i funzionari della Banca di Francia e gli addetti delle aziende del gas e dell'elettricità, EDF e GDF - sono una decina, più del doppio di quelli previsti in Belgio dove le categorie protette sono solo quattro: i minatori, il personale della marina civile e i giornalisti. In Spagna, invece, i regimi speciali sono ancora di meno: solo tre.

Pochi anni fa, sulla scia della grande crisi del debito, anche la Grecia ha vissuto momenti di gravi tensioni e scontri dopo l'adozione di una riforma delle pensioni molto impopolare chiesta dai paesi creditori e dal Fondo Monetario Internazionale. Anche in Italia, la contestata legge Fornero è stata piu' volte oggetto di tentate modifiche. Da ultimo, quella introdotta con "Quota 100", una finestra per il raggiungimento dell'età pensionabile lasciata aperta in Italia solo per i lavoratori che hanno 62 anni e almeno 38 anni di contributi.

Il tema delle pensioni, insomma, è sensibile in tutto il mondo ma, lo è soprattutto nel Vecchio Continente dove i governi devono fare, da una parte i conti con la sfida dell'invecchiamento crescente della popolazione, dall'altra far quadrare i bilanci. Un gioco di equilibri spesso impossibili da ottenere.

A ottobre di quest'anno, quando già era evidente che Macron non sarebbe riuscito facilmente a metter mano al sistema pensionistico francese, e' stato pubblicato uno degli studi comparati più completi in materia che prende in considerazione 37 nazioni (quasi i due terzi della popolazione mondiale) e aggrega dati basati su oltre 40 indicatori, suddivisi in tre macro-aree: Adeguatezza, Sostenibilità e Integrità.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, quasi un quinto della popolazione mondiale avrà l’età pensionabile entro il 2070, rispetto al 9% circa di quest’anno.

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