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Quale futuro per la Scozia? Per la Premier l'indipendenza potrebbe diventare realtà

Quale futuro per la Scozia? Per la Premier l'indipendenza potrebbe diventare realtà
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Resta il tema cruciale delle elezioni anticipate nel Regno Unito. Per molti britannici la Brexit è il problema principale. Per altri la luce in fondo al tunnel. Per alcuni la strada verso l'ignoto.

Qui in Scozia, nel 2016, il 62% degli aventi diritto aveva votato per restare all’interno dell’Unione europea. Un messaggio chiaro, diventato il cavallo di battaglia del Partito Nazionale Scozzese guidato dalla premier Nicola Sturgeon. Anche se non è in corsa in queste elezioni, può comunque esercitare un'influenza significativa sul risultato. Ha promesso infatti che mai e poi mai, sosterrà, un governo dei Tory, aprendo, con un accordo informale, un’alleanza con il partito Laburista, anche per favorire un secondo referendum per l'indipendenza il prossimo anno.

Sturgeon apre a un'alleanza con i Labour

Per la premier dopo il risultato del referendum del 2014 Westminster ha dimostrato che le nostre le nostre opinioni e la nostra voce non contano. “Da quel momento c’è stato un maggiore sostegno all'indipendenza e, sebbene io non dia nulla per scontato, riconosco la perseverenza di coloro che cercano di persuadere gli indecisi. Questa volta, sono fiduciosa che il risultato potrebbe essere un voto a favore dell'indipendenza.”

Intanto i suoi sostenitori sembrano concordare sul fatto che la questione della Brexit abbia dato maggior sostegno a questo tema. "Ci sono moltissimi giovani che voterebbero per l’indipendenza della Scozia, fa notare una elettrice. E’ la mia percezione parlando con le persone, ascoltando la loro esperienza; questo farà la grande differenza.”

La presa di posizione di Bruxelles

A mettere un freno a tanto entusiasmo, ci pensa Bruxelles. Bisogna capire se l'Unione europea consentirà a una Scozia indipendente di rimanere uno stato membro. Secondo le ultime voci, il Paese dovebbe presentare nuovamente domanda. Una situazione che potrebbe sfociare in qualcosa di simile alla Catalogna. Ma la premier resta imperterrita. "Non mi aspetto che prendano una posizione sulla questione dell'indipendenza scozzese, ma non ho dubbi sul fatto che la Scozia scelga di essere indipendente, ha sottolineato la Sturgeon. “E scelga di far parte dell'Unione europea come vorrei che facesse. Forse così l'Unione europea darebbe il benvenuto alla Scozia a braccia aperte." Intanto martedì scorso il Primo Ministro britannico Boris Johnson, alla presentazione del manifesto del partito conservatore scozzese, ha lanciato un chiaro avvertimento. E alla sua domanda su chi fosse favorevole a un altro referendum, la risposta è stata scontata. Un secco NO.

La prova del nove

Negli ultimi anni, il Partito Conservatore Scozzese ha dovuto lavorare parecchio per riavere consensi e lustro, ma secondo i i sondaggi i voti sarebbero ancora piuttosto scarsi. I suoi sostenitori puntanto il dito contro la politica aggressiva dell’ SNP.

Quello che è certo è che per il Regno Unito queste elezioni sono un secondo referendum sulla Brexit. E tra due settimane scopriremo se in Scozia il Partito Nazionale potrebbe sbloccare anche questa lunga questione sull'indipendenza.

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