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L'Australia dovrà rimborsare le tasse a migliaia di viaggiatori europei

L'Australia dovrà rimborsare le tasse a migliaia di viaggiatori europei
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Uluru, ex Ayers Rock, il più famoso monolite al mondo - REUTERS/Stefica Bikes
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Molti viaggiatori europei che sono stati in Australia con il visto working holiday e si sono finanziati la vacanza con lavoretti stagionali - spesso nei campi - potrebbero ora sperare in un rimborso da parte del fisco locale.

Un tribunale federale di Brisbane ha infatti dichiarato inammissibile la cosiddetta tassa del backpacker ("saccoapelista"). I viaggiatori appartenenti a 417 nazioni e con reddito annuale inferiore a 18mila dollari hanno pagato infatti una tassa sul reddito del 15% nel 2017, mentre gli australiani non vengono tassati sotto questa soglia di reddito.

ABC stima che siano 150mila gli stranieri che arrivano in Australia ogni anno con questa tipologia di visto. La decisione della corte dovrebbe aver effetto su tutti coloro che hanno lavorato nel paese tra il 2017 e il 2019, circa 75mila persone che potrebbero ricevere ora centinaia di milioni di dollari di rimborsi. La misura potrebbe però riguardare solamente i viaggiatori che si sono poi stabiliti in Australia con permesso di residenza.

La differenza di tassazione, secondo il giudice John Logan, si può configurare come "una forma mascherata di discriminazione basata sulla cittadinanza". Dovrebbero essere rimborsati i cittadini di paesi come Regno Unito, Germania, Finlandia, Cile, Giappone, Norvegia e Turchia - paesi in cui esistono trattati per evitare una doppia tassazione.