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Stati Uniti, Exxon alla sbarra: il climate change in tribunale

Stati Uniti, Exxon alla sbarra: il climate change in tribunale
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Il cambiamento climatico finisce in un aula di tribunale: sul banco degli imputati c'è la più grande compagnia petrolifera e di gas statunitense, la ExxonMobil, accusata di ingannare gli investitori sui costi del cambiamento climatico. Accuse che la compagnia continua seccamente a smentire, dentro come fuori dall'aula.

"Internamente - ha dichiarato in aula Ken Wallace, capo dell'ufficio protezione investitori della società - Exxon aveva due distinte ipotesi di costo. Una ipotesi di costo per calcolare l'impatto che la regolamentazione sui cambiamenti climatici avrebbe avuto sulla domanda globale di petrolio e gas, e la seconda ipotesi di costo per spiegare in che modo la regolamentazione sui cambiamenti climatici avrebbe avuto un impatto sulle emissioni di gas serra derivanti dalle proprie operazioni".

REUTERS/Erwin Seba
Stati Uniti, una raffineria Exxon a Houston, TexasREUTERS/Erwin Seba

In un comunicato pubblico, Exxon ha bollato come "false e inconsistenti" le ipotesi accusatorie del Procuratore capo di New York. "Abbiamo fiducia nella verità - si legge nel documento - e non vediamo l'ora di vedere la nostra azienda assolta in tribunale". "Le prove - ha detto in aula Ted Wells Jr, avvocato di Exxon - dimostreranno che la Exxon Mobil non ha commesso frodi su titoli, non ha rilasciato dichiarazioni legali fuorvianti. Non ha mentito ai suoi investitori".

Ma secondo gli attivisti sul clima, il processo è solo la punta dell'iceberg. Geoffrey Supran e Naomi Oreskes, due docenti di Harvard, hanno svolto delle ricerche in proposito.

"La Exxon Mobile - spiega Supran - è sotto un pesante scrutinio in questo momento. Abbiamo il procuratore generale del Massachusetts e di New York, la Securities and exchange commission, per non parlare di alcuni azionisti e dipendenti della ExxonMobil. E in sostanza tutti si pongono all'incirca la stessa domanda: 'La ExxonMobil in passato ha ingannato i suoi clienti, gli azionisti o il pubblico in generale attraverso i modi in cui ha comunicato i cambiamenti climatici?".

La compagnia però continua a negare le accuse, affermando che le "relazioni accademiche prodotte" sono basate su una "metodologia profondamente difettosa", sottolineando come ExxonMobil si sia impegnata a ridurre i rischi legati ai cambiamenti climatici e a sostenere l'accordo di Parigi sul clima del 2015".

Nel frattempo, quando nel marzo scorso la compagnia non si è presentata al Parlamento Europeo per un'audizione sui cambiamenti climatici, i Verdi hanno formalmente richiesto che il badge d'accesso alla lobby del parlamento fosse rimosso ai dipendenti di Exon, vedendosi però respingere la mozione.

"Qui - spiega Bas Eickhout, eurodeputato verde - abbiamo un'azienda di combustibili che vuole diffondere dubbi sul cambiamento climatico. E un po' la stessa strategia dell'industria del tabacco. E infatti ora abbiamo delle regole che impediscono ai politici di parlare con rappresentanti di quel settore. La sensazione, sempre piu concreta, è che l'industria dei combustibili si trovi in una posizione analoga e noi, come Unione Europea, dobbiamo agire contro di loro".

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di voler fare dell'European Green Deal il marchio di fabbrica dell'Europa. Resta da vedere, come l'europa si muoverà nei confronti delle grandi multinazionali

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