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Ungheria: campagna elettorale tra festini hard e "stampa di governo"

Ungheria: campagna elettorale tra festini hard e "stampa di governo"
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Prendete un sindaco, candidato alle elezioni locali per il partito al governo, paladino dei valori cristiani e della famiglia tradizionale. Scoprite che lo stesso primo cittadino ha assoldato prostitute per vari festini hard.

Succede, e tutto il mondo è Paese, in Ungheria dove Zsolt Borkai, sindaco di Gyor, attraversa la bufera dello scandalo. Non come dovrebbe, però, perché i quotidiani e le tv, controllati da Fidesz, il partito al potere, hanno dato notizia dello scivolone di Borkai solo quando l'amministratore nonché ex campione olimpico ha reso pubbliche le sue scuse alla famiglia.

Scandalo insabbiato, stampa asservita?

L'episodio è stato la scintilla che ha alimentato il fuoco delle polemiche sulla campagna secondo molti asservita all'establishment della stampa ungherese, che dà per favoriti alle prossime elezioni per il rinnovo della rappresentanza di oltre 3000 Comuni tutti i candidati della maggioranza di Orbán. Le testate alternative esistono fanno fatica su tutto. Un avamposto è quello del sito d'informazione indipendente Szabad Pécs, fondato da 3 giornalisti 'dissidenti'.

"È raro ad esempio avere delle risposte dal consiglio comunale da quando - precisa Attila Babos, giornalista - abbiamo scritto un articolo sulla catastrofica situazione finanziaria della città di Pécs".

Secondo l'analista Gábor Polyák, nelle grandi città è anche difficile ottenere informazioni diverse da quelle pubblicate da fonti vicine al governo: "I media locali - dice - possono avere una grande influenza nella campagna elettorale. Per esempio, i giornali sono distribuiti gratuitamente e in gran numero alle famiglie. Vengono letti anche da coloro che non sono interessati alle notizie politiche".

Il monopolio dell'informazione: per il governo va tutto bene

Per anni il premier Viktor Orbán ha parlato dell'enorme predominio della stampa liberale e di sinistra in Ungheria, salvo poi ammettere pubblicamente che l'opposizione detiene solo il 50 per cento dei media. Sollecitata dal Consiglio europeo sul monopolio dell'informazione, il ministro ungherese della giustizia Judit Varga ha risposto che l'acquisto di buona parte dei giornali regionali da parte di una sola azienda è stata una decisione economica e il corretto funzionamento dei media pubblici è garantito da diverse istituzioni statali.