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Migranti: a Lussemburgo i 28 divisi sull'accordo di Malta

Migranti: a Lussemburgo i 28 divisi sull'accordo di Malta
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Sembra rimasta in alto mare la possibilità di estendere l'accordo di ridistribuzione automatica dei migranti giunti via mare in Europa. Da Lussemburgo dove erano riuniti i ministri dell'Interno dell'Unione, c'è stata un'adesione minima, la ministra italiana Luciana Lamorgese non ha voluto dare dati.

Ma a sottoscrivere l'accordo al momento, oltre ai 4 paesi all'origine dell'intesa, ci sarebbero Lussemburgo, Irlanda e Portogallo. L'auspicio era che già oggi il gruppo dei volenterosi si allargasse a 10 paesi.

È sicuramente un'occasione persa, per il commissario europeo alla Migrazione, Dimitris Avramopulos, che alla vigilia del Consiglio si dichiarava fiducioso chiedendo comunque uno sforzo comune e solidarietà:

"Non possimao continuare così nel Mediterraneo, abbiamo bisogno di un meccanismo permanente, non possiamo continuare con soluzioni tampone".

Non mancano i Paesi contrari, tra gli altri Spagna e Grecia, la Grecia che teme una nuova crisi come quella del 2015 se la situazione in Siria - con le ultimi cambiamenti sul campo di Stati Uniti e Turchia - dovesse degenerare. Così come sono contrari i Paesi del Gruppo Visegrad, il governo ungherese si dice pronto solo a tutelare i migranti in questo modo, come riferisce il portavoce István Hollik Hungarian: "Possiamo imaginare quote per procedere ai rimpatri ma non a un meccanismo automatico di ridistribuzione. Non dobbiamo consentire l'accesso ma rimpatriare chi è qui illegalmente".

L'accordo di Malta sarà nuovamente sul tavolo dei 28 nel prossimo Consiglio europeo, se fosse accolto sarebbe il primo passo per rivedere il sistema d'asilo comune.