Gli USA offrono un mazzo di tulipani firmato Koons a Parigi

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Di euronews & ANSA
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La scultura, piazza nei pressi del Petit Palais, è un omaggio alle vittime delle stragi che hanno insanguinato Parigi negli ultimi anni

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Dopo quasi tre anni di veleni e polemiche il mazzo di tulipani giganti di Jeff Koons è stato svelato a Parigi, in presenza dell'artista americano e della sindaca Anne Hidalgo.

Una difficile collocazione

La scultura offerta dagli Usa alla città di Parigi in omaggio alle vittime degli attentati jihadisti che tra il 2015 e il 2016 colpirono la capitale, doveva sorgere nei pressi del Trocadéro, tra il Museo d'arte moderna e il Palais de Tokyo, una zona particolarmente frequentata dai turisti in visita. Ma dopo le polemiche per quell'ubicazione è stato scelto un luogo più discreto, sul retro del Petit Palais, non lontano dall'avenue des Champs-Elysées.

Solo 11 fiori

La monumentale scultura di 12 metri di altezza raffigura una mano che porge un vaso di tulipani. Presentando l'opera, Koons ha spiegato che ci sono "solo undici fiori. Il dodicesimo rappresenta la perdita nata dagli attentati". Tra l'altro, l'artista ha detto che quella mano è stata pensata nello spirito di Bartholdi, lo scultore che concepì la statua della Libertà all'epoca offerta dalla Francia agli Stati Uniti.

Una ridda di polemiche

Sin dall'inizio il progetto da 3,5 milioni di euro finanziato interamente da donatori privati è stato oggetto di critiche e proteste. Non solo legate al luogo scelto inizialmente per sistemare l'opera, ma anche per la personalità dell'artista Usa genio del kitsch, spesso accusato di eccessivo senso del 'marketing' e del business. Tra i presenti all'inaugurazione, anche il tycoon francese e patron di Iliad Xavier Niel, il giornalista Nikos Aliagas e alcune famiglie delle vittime degli attentati del 13 novembre 2015, con cui Koons si è lungamente intrattenuto. Tra l'altro, l'artista si è impegnato a versare l'80% dei ricavi percepiti dai suoi diritti d'autore alle associazioni delle vittime degli attentati parigini. Il restante 20% andrà invece al comune di Parigi per la manutenzione dell'opera.

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