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Marck Leckey alla Tate Gallery: media e distorsioni nell'adolescenza britannica

Marck Leckey alla Tate Gallery: media e distorsioni nell'adolescenza britannica
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Un ponte autostradale a grandezza naturale all’interno della Tate Gallery, la galleria d'arte moderna di Londra. Lo ha realizzato l'artista britannico Mark Leckey, già vincitore del Turner Prize nel 2008, e sarà esposto fino a gennaio del 2020, in contemporanea alla esposizione dedicata a William Blake, un artista fonte di ispirazione per lo stesso Leckey. Una performance che sarà sottoposta a modificazioni nel tempo e che incorporerà lavori vecchi e nuovi. Leckey ne ha spiegato il motivo durante la inaugurazione che si è tenuta oggi 24 settembre:

"Riproporre lavori precedenti nell'ottica di ricordare le cose, gli eventi, e come le cose gli eventi vegono ricostruiti dai media è los copo di questo lavoro: attraverso i loro programmi, quindi tramite le distorsioni che producono i media è possibile anche comprendere come le cose mutano attraverso le tecnologie"

Il ponte richiama infatti la struttura M53, nei pressi di Liverpool, zona in cui l’artista è cresciuto. A proposito di mutamenti, questa struttura, che ricorre nei lavori di Leckey, si trasforma nella scenografia di un’opera audio che riferisce sulla vita quotidiana di un gruppo di teenager. Un'opera pienamente autobiografica, dunque, che richiama però la vita adolescenziale dell'Inghilterra industriale.