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Un intero paese sardo mobilitato per il progetto artistico "Cuore mio"

Un intero paese sardo mobilitato per il progetto artistico "Cuore mio"
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Un intero paese, poco meno di 1500 anime, si mobilita: un colpo di reni contro l'inerzia che aggredisce i piccoli centri, un grido contro lo spopolamento che, nel cuore della Sardegna, è minaccia di comunità a rischio di estinzione.

Ulassai, nel cuore della della sub regione barbaricina dell'Ogliastra, rifiuta il destino marginale che la natura e il disimpegno degli uomini gli hanno riservato e rilancia con un progetto artistico che coinvolge la comunità intera. A distanza di quasi quarant’anni da "Legarsi alla montagna", prima opera di arte relazionale a livello internazionale di Maria Lai, una delle voci più intense dell'arte contemparanea nell'isola, la Fondazione di Sardegna e la Fondazione Stazione dell’Arte si incontrano per dare vita a un progetto che è molto più di un semplice tributo all’artista di Ulassai, grazie all’intervento di Marcello Maloberti.

Il progetto: "Cuore Mio"

Il 21 Settembre, sulla montagna di Ulassai, è prevista l’inaugurazione di un’opera site-specific di carattere permanente che entrerà a far parte della collezione del Museo a Cielo Aperto Maria Lai. L’installazione sarà seguita da una performance che, a partire dal tramonto e fino a tarda sera, coinvolgerà la comunità di Ulassai per le strade del paese e nella centrale piazza Barigadu. Queste azioni costituiscono il progetto “Cuore mio”, concepito dall’artista Marcello Maloberti, curato da Davide Mariani, direttore del museo dedicato a Maria Lai, nell’ambito dell’ormai consolidato percorso di produzione di opere e progetti d’arte contemporanea sul territorio regionale, coordinati dalla Fondazione di Sardegna attraverso la piattaforma “AR/S - Arte Condivisa in Sardegna”.

"Ulassai, sui Tacchi omaggio a Maria Lai" ANSA.it Sardegna presenta il progetto di Marcello Maloberti. CUORE MIO, nato...

Publiée par AR/S Arte condivisa in Sardegna sur Vendredi 13 septembre 2019

L'Anteprima: Ulassai a Roma

Il progetto è stato preceduto da un’anteprima che si è tenuta tra il 18 e il 19 giugno presso il Museo MAXXI di Roma, in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Maria Lai. Le due giornate hanno visto la presenza, all’entrata del museo, di due addetti alla sicurezza intenti a sorreggere il cartello stradale di Ulassai. Ad accogliere i visitatori è stata dunque una “scultura vivente” che, grazie a una serie di rimandi e riferimenti concettuali, ha dato vita a una vera e propria “sbandata geografica”. Attraverso il cartello stradale, Marcello Maloberti ha collegato idealmente due luoghi distanti ma emblematici della biografia e del percorso di Maria Lai: Ulassai e Roma.

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L'opera a cielo aperto

Il 21 settembre a Ulassai, Maloberti vuole riprendere metaforicamente quel famoso nastro celeste che, nel 1981, ha unito tutte le case del piccolo borgo dell’Ogliastra alla montagna. Sarà lì, tra i maestosi Tacchi (i monti calcareo-dolomitici il cui nome deriva dalla conformazione tipica a un tacco di scarpa), che ora, a distanza di quasi quarant’anni da Legarsi alla montagna, il cartello stradale verrà collocato in verticale, come una bandiera, quasi a indicare l’inizio di un altro paese sospeso tra cielo e terra. E proprio una bandiera a scacchi, che allude al celebre lavoro di Maloberti, La vertigine della signora Emilia (1992), in cui la madre e la nonna dell’artista sono vestite con una tovaglia da pizzeria a quadretti rossi e bianchi, in un’atmosfera a metà tra de Chirico, le contadine russe di Malevič e le gemelline inquietanti del film Shining di Kubrick, accompagnerà il corteo sulla montagna, come un dragone da Capodanno cinese, per l’inaugurazione dell’installazione permanete "Cuore mio" che, da quel momento, entrerà a far parte della collezione di opere pubbliche del Museo a cielo aperto Maria Lai.

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La performance

A seguire, al centro dell’abitato di Ulassai, Maloberti darà vita ad un’altra azione “partecipata”, questa volta in Piazza Barigau, già teatro di un’altra opera di Maria Lai, Il volo del gioco dell’oca (2003). La dimensione ludica dell’intervento dell’artista sarda, ispirato al tradizionale “gioco dell’oca”, ben si presta a fungere da cornice ideale per la messa in scena di Circus (2003-in corso), campeggio itinerante realizzato da Maloberti, a partire dal 2003, in diverse città italiane ed europee, come Imola, Mestre, Palermo, Vitry/Parigi e alla Biennale di Thessaloniki. «In Circus ho rifatto l’immagine che ho visto un giorno a Roma – dichiara Maloberti – un tendone di un venditore ambulante di occhiali indiano. C’era uno specchietto appeso che brillava al sole, io ho rifatto il gesto, l’immagine duecento volte. Duecento specchietti che dondolavano nell’aria riflettevano i fari accesi di quattro auto posteggiate intorno, con le autoradio accese, brillando nella notte. L’atmosfera era molto felliniana.»

La Comunità

Maloberti ha scelto di intitolare la sua azione CUORE MIO prendendo ispirazione da un racconto di Salvatore Cambosu (Miele Amaro, 1954), amico e mentore della Lai, la cui protagonista, Maria Pietra, si trasforma in pietra per salvare il suo amato bambino, Cuore Mio, da un’eterna condanna. «Da questa ispirazione nasce anche la fotografia scelta per rappresentare l’intera operazione – dichiara Davide Mariani, curatore del progetto e direttore della Stazione dell’Arte – in cui trenta cittadini di Ulassai sono disposti attorno a un masso della montagna con le braccia protese verso l’alto, desiderosi di poterla raggiungere e al contempo sostenere. È l’immagine di una comunità che oggi non guarda più con sospetto all’arte di Maria Lai ma è lì, insieme a lei, per testimoniare il profondo legame tra l’artista e le sue radici, in una sorta di dichiarazione d’amore.»