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Ursula von der Leyen: "Mi batterò per il salario minimo europeo"

Ursula von der Leyen: "Mi batterò per il salario minimo europeo"
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REUTERS/Francois Lenoir
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BRUXELLES (BELGIO) - In piena campagna elettorale per diventare Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, 61 anni, già ministra della Difesa tedesca, lancia la dichiarazione-choc che fa il giro del mondo: "Mi batterò per il salario minimo europeo".

"Mi batterò per il salario minimo europeo".
Ursula von der Leyen
candidata Presidenza Commissione europea

Di tutte le dichiarazioni, e le promesse, che avrebbe potuto fare davanti agli eurodeputati con cui sta avendo incontri, trattative e negoziati da tre giorni, questa sul salario minimo europeo fa più scalpore.
Molto di più che altri vaghi obiettivi, espressi - ad esempio - di fronte ai liberali: Europa "carbon neutral" entro il 2050 e composizione equilibrata della Commissione tra uomini e donne.

"Operazione Simpatia", ma non per tutti

REUTERS/Vincent Kessler
Tutti vogliono sentire il "verbo" di Ursula van der Leyen.REUTERS/Vincent Kessler

Una vera e propria "Operazione Simpatia" per la principale candidata alla successione di Jean-Claude Juncker, ma non tutti sono convinti di volerla davvero votare. Martedi prossimo, 16 luglio, a Strasburgo, a Frau Ursula serviranno comunque almeno 375 voti.
Per ottenerli, avrà bisogno anche dell'appoggio dei Verdi. Che, però, non sembrano intenzionati a facilitarle il percorso.

Almeno a sentire l'eurodeputata "verde" britannica Molly Scott Cato: "Cosa c'entrano gli elettori con questa candidata? Nessuno la conosce, non proviene dalle istituzioni europee e nemmeno dal processo elettorale, ci viene praticamente imposta: e questo mina profondamente il nostro concetto di democrazia":

Non molto tenero neppure Claude Moraes, eurodeputato britannico di sinistra: "Il problema è sulle questioni chiave dello stato di diritto, che era il cavallo di battaglia di Frans Timmermans, il nostro spitzenkandidat che è stato fatto fuori proprio della sua concentrazione sullo stato di diritto e sui casi-Ungheria e Polonia. Quando a von der Leyen abbiamo chiesto qualcosa su questi temi, non ha dato risposte molto convincenti".

REUTERS/Francois Lenoir