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"Come medico ho visto l'orrore". Da Lampedusa a Bruxelles, Pietro Bartolo arriva all'Europarlamento

"Come medico ho visto l'orrore". Da Lampedusa a Bruxelles, Pietro Bartolo arriva all'Europarlamento
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"Manco da Lampedusa da un mese". Pietro Bartolo arriva a Bruxelles in una piovosa giornata di giugno, a poco più di una settimana dalle elezioni europee che lo hanno visto vincitore tra le fila del Partito Democratico.

Ma il suo cuore resta su quell'isola dov'è nato e, dove prima di iscriversi a medicina, faceva il pescatore. "Una volta sono stato naufrago anch'io. Avevo diciotto anni, era notte e sono caduto in mare dal peschereccio dove stavo lavorando. Sono stato quattro ore in mare prima di essere recuperato dai miei compagni".

Quell'episodio è sato forse il preludio di una carriera passata ad aiutare migliaia di naufraghi strappati dalle onde del Mediterraneo.

Per trent'anni Bartolo è stato il primo medico a fornire assistenza ai migranti arrivati a Lampedusa. "Lampedusa è una porta sempre aperta, la porta d’Europa. Quell’isola è stata abbandonata, è stata dimenticata dalle istituzioni".

Afferma di avere visitato circa 350.000 persone e mentre lo intervisto continua a rispondere alle chiamate del suo staff che gli chiede consiglio.

"Fare il medico è una missione. Io me ne sono occupato fin dal primo sbarco e ho visto tante sofferenze, tante atrocità, l’orrore. Ho camminato sui morti, ho dovuto fare ispezioni sui cadaveri.. troppe".

Adesso, pero', intende dedicare la sua attività da eurodeputato ai lavori della commissione LIBE (libertà civile, giustizia e affari interni) e di trovare una soluzione della questione migratoria. Ritiene inoltre che ci siano gravi responsabilità europee nel modo in cui sono stati conclusi accordi con la Libia.

"La Libia è l’inferno più totale, ci sono i lager, le torture, le violenze. Le donne vengono tutte violentate. Ultimamente hanno delle torture cosi atroci che mi sono arrivati dei ragazzi scuoiati. Questa gente non può continuare ad arrivare in questo modo, servono dei corridoi umanitari".

Mi fa vedere alcune foto che metterebbero alla prova anche gli stomaci più resistenti. Un giovane ragazzo ha il polpaccio completamente scuoiato. Suo fratello, mi dice, era messo peggio e non ce l'ha fatta. La decisione di passare dalle corsie di emergenza ai corridoi del Parlamento europeo è maturata dopo aver cercato attraverso film e libri di raccontare il dramma vissuto da quelle persone e contrastare la retorica anti-migranti.

"Tutto questo fa male, ho cercato di raccontare queste cose, di fare sapere alla gente che cosa succede perché quanto senti in televisione tutte quelle bugie ti viene una rabbia... specialmente quando si dice che sono tutti terroristi e che vengono a rubarci il lavoro. Questa è gente che semplicemente cerca di sopravvivere".

Qualche foto all'edificio "Altiero Spinelli" e poi un rapido tour dell'emiciclo. Lo sguardo di Bartolo è curioso e commosso al pensiero che questi luoghi diventeranno familiari. Ci fermiamo davanti alle foto dei presidenti del Parlamento europeo e gli chiedo se si sente emozionato.

"Certo che mi sento emozionato, sai, arrivare da Lampedusa a Bruxelles quasi mi commuove. Sicuramente avrò modo di lavorare e cercare di portare quei valori che abbiamo perso".

Manca poco alla prima plenaria del Parlamento europeo, prevista per il 2 Luglio a Strasburgo. Giusto il tempo di tornare per un po' a Lampedusa.

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