ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Brexit: Theresa May sotto pressione in parlamento

Theresa May esce da Downing Street, 15/05/2019  REUTERS/Hannah Mckay
Theresa May esce da Downing Street, 15/05/2019 REUTERS/Hannah Mckay
Dimensioni di testo Aa Aa

Primo faccia a faccia alla Camera dei Comuni per la premier Theresa May dopo l'annuncio di un quarto voto sull'accordo per la Brexit in calendario per il 3 giugno prossimo. La premier in aula si è difesa dal fuoco incrociato dei laburisti e dei suoi stessi colleghi di partito.

L'ATTACCO DELL'OPPOSIZIONE LABURISTA

L'opposizione guidata da Jeremy Corbyn insiste su un secondo referendum o su nuove elezioni. La deputata laburista Thangam Debbonaire tuona: "Abbiamo votato contro il suo accordo, abbiamo votato contro il no deal per buone ragioni. Ma lei non si è dimessa ed è fuori tempo massimo. Ammetterà adesso che non resta altra strada che il no exit oppure tornare a chiedere al popolo?".

"Credo che alla gente sia stata data la possibilità di decidere se rimanere nell'Unione europea - la risposta del capo del governo - con il referendum del 2016 hanno votato, hanno espresso la loro volontà, adesso credo dipenda da questo governo, e non solo da questo governo ma da questa camera , rispettare la decisione presa ".

I CONSERVATORI CONTRO MAY

Dai banchi conservatori si invoca un passo indietro della premier. Per Peter Bone "gli elettori hanno perso fiducia nel primo ministro e si augurano - afferma - che si dimetta prima delle elezioni europee". Secca la risposta della May, che difende ancora una volta il suo piano di fronte ai deputati: "Questo governo vuole la Brexit e ha lavorato molto per raggiungere questo risultato. Purtroppo la Camera dei Comuni non ha trovato una maggioranza per realizzare questo obiettivo. Se tutti in questa aula avessero votato con il governo e la maggioranza dei conservatori in Parlamento, avremmo già lasciato l'Unione Europea".

I COLLOQUI TRA GOVERNO E LABURISTI

Intanto proseguono i colloqui tra governo e laburisti, anche se negli ultimi giorni May e Corbyn si sono affrontati soprattuto sui temi di politica interna. ma c'è già chi denuncia, come il capogruppo degli indipendentisti scozzesi, Ian Blackford, un possibile accordo segreto tra i due partiti in vista del voto del 3 giugno.