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The Brief from Brussels: Tutti gli uomini e le donne dei liberali europei

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Sei mesi prima delle elezioni europee Guy Verhofstadt è stato al centro di una guerra mediatica con il primo ministro ungherese, che lo ha accusato di voler aumentare il numero di immigrati nell'UE.

Il politico belga aveva riposto accusando Viktor Orban di essere interessato solo ai fondi europei e di disprezzare lo stato di diritto.

Per leader del gruppo liberale al Parlamento europeo (con 69 eurodeputati provenienti da 22 paesi) combattere il populismo è la battaglia principale per il futuro.

Ma durante un congresso elettorale Verhofstadt ha anche promesso di detronizzare le tradizionali forze centriste.

"Decenni fa il potere è stato sempre monopolizzato da due partiti: i socialisti da un lato, e i conservatori dall'altro. Credo fermamente che durante le elezioni del 2019 questo vecchio sistema politico verrà sconvolto dal nuovo movimento che creeremo insieme, amici ", aveva affermato a ottobre a Madrid.

Tuttavia, tra i 28 stati membri, solo sei hanno governi liberali in carica: Danimarca, Estonia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Slovenia.

Le dimensioni del gruppo potrebbero cambiare se i negoziati in corso con il partito del presidente francese Emmanuel Macron, finiranno con la creazione di una nuova famiglia politica "progressista" dopo le elezioni.

A guida dell'asse franco-tedesco e difensore dell'integrazione europea, Macron ha fatto appello a "un rinascimento europeo", soprattutto per superare le minacce populistiche.

"La forza del popolo europeo è il fatto di essere composta da più popoli : quando la paura ritorna, cosi come l'irrequietezza per l'avvenire, quando il dubbio si installa nella democrazia allora la rabbia si fa strada e con essa emergono gli istinti peggiori"

Macron è completamente contrario al processo dei candidati principali, considerato una prerogativa del Consiglio. Motivo per cui ALDE ha presentato un "Team Europa" composto da sette nomi: cinque donne e due uomini, tra cui Verhosftadt.

Ma è Margrethe Vestager ad essere ampiamente considerata la principale candidata a guidare la Commissione europea, dove attualmente detiene il portafoglio della concorrenza.

L'ex vice primo ministro danese è audace e carismatico e che vorrebbe che istituzioni europee avessero maggiori poteri.

"Dobbiamo avere soluzioni concrete e standard ambiziosi per difendere i nostri confini, il nostro pianeta, la nostra libertà, la responsabilità di garantire un'Europa sostenibile e inclusiva, dove ci sentiamo sicuri", ha affermato.

Gli scambi commerciali equi e sostenibili sono una questione fondamentale per i liberali. Il partito difende una politica equilibrata in termini di sicurezza delle frontiere e apertura all'immigrazione, vista come una forza trainante per un'Europa multiculturale. E nonostante la Brexit, i liberali difendono fermamente un futuro allargamento a nuovi membri.