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Tomic: la sfrontata outsider di sinistra

Tomic: la sfrontata outsider di sinistra
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Stiamo seguendo la gara per la carica più importante d'Europa. Chi succederà a Jean-Claude Juncker a capo della Commissione?

Sei candidati. Le vostre domande. Una serie speciale. Questo è Raw Questions.

In quest'edizione dal Parlamento europeo di Bruxelles abbiamo incontrato la candidata del partito della Sinistra europea, Violeta Tomic.

Violeta Tomic, la sfrontata outsider che vuole spostare l'Europa a sinistra.

Violeta Tomic cresce in quella che era la Repubblica popolare federale di Iugoslavia. Ma la sua prima passione non è la politica, ma il palcoscenico. Studia recitazione all'Università di Lubiana, e comincia a esibirsi nel teatro della città prima di lanciarsi sul piccolo schermo.

La Slovenia diventa indipendente nel 1991 e aderisce all'Unione europea nel 2004. Dieci anni dopo Tomic muove i primi passi in politica diventando deputata nel parlamento sloveno.

Nel 2018 entra a far parte del Consiglio d'Europa, da dove difende i diritti delle persone lgbt. Ora spera di scambiare Lubiana e Strasburgo con Bruxelles perché vuole che l'Europa trovi un'alternativa al capitalismo, vuole liberare il mondo dalle armi nucleari, e a Bruxelles vuole smuovere le cose dando più poteri al Parlamento europeo e più voce in capitolo alle regioni europee nelle decisioni prese qui, nel centro del potere.

Il suo genere di politica è forse un po' troppo di sinistra per Bruxelles. Ma l'ex attrice spera di riuscire ad attirare i riflettori nella corsa per la carica più importante d'Europa.

"Abolizione dei paradisi fiscali e salario minimo per tutti"

Darren McCaffrey, euronews: Essere attore aiuta a fare il politico?

Violeta Tomic, candidata alla presidenza della Commissione europea: "C'è chi dice che la politica è un teatro, ma io non sono d'accordo. Il teatro è un'arte molto seria. Ma è vero che a volte i politici recitano. E quando sono entrata in politica un mio collega mi ha detto che non sarei sopravvissuta perché dico sempre quello che penso".

Tesa Arcilla, euronews: Prendiamo la prima domanda del pubblico da Sami Chauvet della Libera università di Bruxelles.

Sami Chauvet, ULB: Prima domanda: quali sono le sue proposte per combattere l'evasione fiscale? Seconda domanda: che cosa prevede rispetto all'introduzione di un salario minimo europeo?

Violeta Tomic: "L'evasione fiscale andrebbe fermata immediatamente perché se vogliamo avere uno stato sociale e una giustizia sociale, non possiamo tollerare che miliardi di euro guadagnati in Italia, Slovenia o Polonia siano fermi nei paradisi fiscali, abbiamo bisogno di questi soldi. Quindi naturalmente i paradisi fiscali andrebbero aboliti. Quanto alla seconda domanda, bisogna sapere che in Slovenia una delle nostre prime misure è stato l'aumento del salario minimo. E pensiamo che un buon modello per tutti i paesi europei sarebbe di considerare le spese minime, di quanto una famiglia o una persona ha bisogno per vivere. Il salario minimo dovrebbe essere del 20 per cento superiore a questo livello, perché è inaccettabile che ci siano persone che lavorano 8 ore al giorno 40 ore alla settimana e che non riescono a sopravvivere con i loro stipendi".

Darren McCaffrey: Ma in questo modo non c'è il problema che, indipendentemente dal salario minimo, visto che sarà diverso da paese a paese, ci saranno persone, in particolare nell'Europa dell'est, che vorranno venire a vivere nell'Europa occudentale dove i salari sono molto più alti? L'emigrazione da paesi come la Polonia, la Romania o l'Ungheria è molto alta a causa di queste ineguaglianze. Quello che propone lei non risolve il problema.

Violeta Tomic: "Sì che lo risolve. Perché impedirà che la competizione fra paesi prenda forma di dumping sociale. Perché tutti potranno vivere con i loro salari nel posto dove lavorano e vivono".

"Un New Deal verde per l'Europa"

Silja Markkula, European Youth Forum, Finlandia: Come procederebbe per lanciare un'azione urgente per contrastare il cambiamento climatico? E come ottenere un impegno condiviso per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile?

Violeta Tomic: "È sicuramente vero che la nostra casa sta cadendo a pezzi. Quindi dobbiamo agire con urgenza per evitarlo. E semplicemente non è possibile nel sistema che abbiamo ora, il capitalismo neoliberista, perché implica seguire solo la crescita illimitata, la concorrenza, senza tener conto dei valori, delle persone o del pianeta. Dobbiamo cambiare sistema perché non funziona".

Tesa Arcilla: I vari partiti, quelli che lei chiamerebbe gruppi neoliberisti, sembrano tutti preoccupati per l'ambiente, e tutti avanzano proposte per affrontare il cambiamento climatico. Lei non è d'accordo? Non pensa che lo stiano facendo? Allora, che cosa farebbe diversamente? Che cosa intende con "cambiare il sistema", che cosa significa?

Violeta Tomic: "Vorrei introdurre un programma che includa un New Deal verde per l'Europa, con cui creare molti posti di lavoro 'verdi', infrastrutture e trasporti pubblici 'verdi' e così via".

"Niente adesione all'Ue per la Turchia senza diritti"

Tesa Arcilla: Passiamo a una domanda mandata via WhatsApp da Ali Riza Kuranel, da Ankara, che vuole sapere: che cosa pensa della piena adesione per la Turchia?

Violeta Tomic: "È una domanda difficile perché sappiamo che in Turchia molti membri dell'opposizione e molti curdi sono in prigione. Quindi, poiché ci sono violazioni dei diritti umani così gravi in Turchia, non penso di poter essere d'accordo con l'idea di una piena adesione".

Darren McCaffrey: Qual è il problema? Erdogan?

Violeta Tomic: "Penso di sì".

Tesa Arcilla: Allora, se lei fosse presidente della Commissione, come si comporterebbe con la Turchia e con Erdogan?

Violeta Tomic: "Parleremmo di libertà dei partiti che sono contro di lui, perché questa è la democrazia".

"Nato ed Europa responsabili della nascita dello Stato Islamico"

Darren McCaffrey,: Le persone che sono andate a combattere per lo Stato islamico, pensa che dovrbbero essere rimpatriate in Europa o che bisognerebbe toglier loro la cittadinanza?

Violeta Tomic: "È una domanda molto difficile, perché questo clima in cui ci si uccide gli uni gli altri solo a causa del diverso colore della pelle o della diversa religione, anche nelle chiese, è terribile. Non so come siamo arrivati qui, dieci anni fa non era così. Le frustrazioni e l'aggressività sono così alte... Ma dobbiamo anche ammettere che le forze Nato hanno distrutto l'Iraq, ed è da lì che sono nati l'islamismo e il radicalismo".

Tesa Arcilla: Ma gli elettori sono preoccupati perché si tratta di cittadini europei, che potrebbero tornare, in virtù della loro nazionalità. Dovrebbero essere autorizzati a tornare dopo aver fatto parte di un'organizzazione terroristica?

Violeta Tomic: "Sì, ma devono rispondere a molte domande e forse essere mandati in prigione per quello che hanno fatto".

Darren McCaffrey: Sembra che lei stia dicendo che la Nato è almeno in parte responsabile dell'ascesa dello Stato Islamico. È un po' estremo...

Violeta Tomic: "Sì, decisamente. Il bombardamento dell'Iraq è stato fatto in base a false informazioni. Ci è stato detto che bisognava bombardare l'Iraq perché avevano armi di distruzione di massa, e alla fine è stato dimostrato che non era vero. Quindi anche noi europei siamo responsabili, per aver aiutato la Nato a occupare e distruggere l'Iraq, la Libia, la Siria, l'Afghanistan. Che cosa ci fanno le nostre truppe là?"

Darren McCaffrey: E questo giustifica le azioni dello Stato Islamico?

Violeta Tomic: "Nulla le giustifica, ma ci sono sempre cause e conseguenze. Se facessimo politiche di pace avremmo amici in tutto il mondo".

La spola fra Bruxelles e Strasburgo uno spreco di denaro

Darren McCaffrey: Aumentiamo un po' il ritmo, se possibile. Ora le faremo alcune domande a cui rispondere solo con un sì o con un no. Prima domanda: la Cina è una minaccia per l'Unione europea?

Violeta Tomic: "No".

Darren McCaffrey: E la Russia?

Violeta Tomic: "No".

Darren McCaffrey: Pensa che dover andare ogni mese a Strasburgo sia uno spreco di denaro?

Violeta Tomic: "Sì"

Darren McCaffrey: Bernie Sanders presidente degli Stati Uniti, sì o no?

Violeta Tomic: "Decisamente sì".

Darren McCaffrey: Facebook dovrebbe essere più forte e più regolamentato?

Violeta Tomic: "Sì".

Darren McCaffrey: Julian Assange dovrebbe essere estradato per essere interrogato?

Violeta Tomic: "No".

Darren McCaffrey: La Russia dovrebbe restituire la Crimea?

Violeta Tomic: "Non saprei, perché è una questione interna. Penso che dovrebbero fare un altro referendum".

Darren McCaffrey: E per finire, i monopattini elettrici. Le piacciono?

Violeta Tomic: "Sì".

Tesa Arcilla: Li ha provati?

Violeta Tomic: "No".

"Abbiamo salvato le banche e loro se ne sono dimenticate"

È il momento della rubrica "L'hai detto tu". Violeta Tomic al Maastricht Debate di Politico ha dichiarato: "Per i banchieri e gli agenti di cambio di Francoforte e della City di Londra l'ultima crisi economica è solo un ricordo lontano. Ma per i cittadini europei che hanno pagato per questa crisi con milioni e miliardi di euro di austerità, gli effetti sono ancora qui. Ma i politici di Bruxelles ogni volta hanno messo gli interessi delle banche e delle multinazionali davanti agli interessi dei cittadini. E io a Bruxelles non sono un'addetta ai lavori Bruxelles come questi signori".

Darren McCaffrey: Non è questo il problema dei politici di sinistra? Che amano parlar male delle banche. Perché vi piace parlare male delle banche?

Violeta Tomic: "Durante la crisi economica del 2008 abbiamo salvato le banche, e per farlo abbiamo dovuto prendere il denaro dai fondi pubblici, impoverendo in questo modo i bilanci statali e creando un flusso di denaro dalla periferia al centro e dai più poveri ai più ricchi. Qundi noi abbiamo salvato le banche e adesso loro si sono dimenticate che le abbiamo salvate all'epoca. E abbiamo dovuto ricapitalizzare le nostre banche in Slovenia e poi abbiamo dovuto venderle".

Migranti: "L'Europa non passa l'esame di umanità"

Clara Houin, ULB: Pensa che la politica migratoria dell'Unione europea rispetti i diritti fondamentali dei migranti?

Violeta Tomic: "No, per niente. L'Europa non passa l'esame di umanità, perché migliaia e migliaia di persone perdono la vita in mare e noi non facciamo che costruire muri e comprare sempre più armi. In questo momento il mondo ha abbastanza armi da distruggere il pianeta cinque volte e noi continuiamo a produrre e vendere sempre più armi".

Tesa Arcilla: Quindi lei che cosa farebbe?

Violeta Tomic: "Innanzi tutto dobbiamo risolvere il problema all'origine, dobbiamo fermare le guerre".

Tesa Arcilla: Ma i migranti che sono già qui?

Violeta Tomic: "Per quelli che sono già qui, dobbiamo lavorare con loro, dare loro lezioni di lingua e fare in modo che si integrino il prima possibile nella società".

Tesa Arcilla: Ma quando i paesi non li vogliono? Quando ci sono paesi che non vogliono essere costretti a prendersi nessun migrante? Come ottenere quella solidarietà europea di cui tutti amano riempirsi la bocca? È un grosso problema, perché non fanno che rimpallarsi queste persone gli uni verso gli altri.

Violeta Tomic: "Sì. Dobbiamo avere una strategia comune, perché l'Unione europea non è un supermercato, dove andare a prendere quel che si vuole, bisogna anche condividere responsabilità e valori".

Darren McCaffrey: Quindi fermare le guerre.

Violeta Tomic: "Decisamente".

Darren McCaffrey: Come intende farlo?

Violeta Tomic: "Con la diplomazia".

Darren McCaffrey: La diplomazia non ha aiutato molto in queste situazioni finora. Ecco perché alcune di queste guerre sono durate più di un decennio. Non capisco come la semplice diplomazia possa mettere fine alle guerre in posti come lo Yemen, la Siria o il Congo.

Violeta Tomic: "Vi farò io una domanda. Perché Germania e Francia esportano così tante armi facendo soldi sulla miseria della gente? Potrebbero esportare qualcosa di buono. Potrebbero costruire fabbriche e poi si potrebbe passare alla diplomazia".

Darren McCaffrey: E le esportazioni di armi dalla Russia?

Violeta Tomic: "Stesso problema".

Darren McCaffrey: I politici di sinistra, socialisti, comunisti, a prescindere da quel che fa un governo, pensano sempre di dover essere lasciati in pace. Il Venezuela è l'esempio perfetto: se fosse un governo di destra a fare quel che sta facendo al suo popolo, lei sarebbe la prima persona a dire che è uno scandalo. Ma siccome è di sinistra, pensa che l'Unione europea dovrebbe starne fuori?

Violeta Tomic: "No, affatto. L'Unione europea dovrebbe sempre starne fuori. Ma rigiro la sua domanda: se fosse qualcuno di destra, qualcuno voluto da Donald Trump, non ci sarebbero sanzioni, e questo popolo, che dispone della maggiore quantità di petrolio sulla terra e di moltissimo oro, non soffrirebbe la fame. Ma soffre la fame a causa delle sanzioni degli Stati Uniti".

Tesa Arcilla: Allora, un rapido sì o no prima di passare alla prossima domanda. Nessun intervento dell'Unione europea in ogni caso?

Violeta Tomic: "No".

"La storia si ripete"

Kim Blebolte, delegata G7 dei giovani: Se diventasse presidente della Commissione, che cosa proporrebbe per i giovani, che abbia un impatto sulle prossime generazioni?

Violeta Tomic: "Noi proponiamo un New Deal verde per l'Unione europea, bisogna cominciare a investire nell'economia verde, in infrastrutture verdi e anche nella ricerca. Un New Deal verde permetterà di scongiurare una nuova possibile crisi finanziaria in Europa, perché sappiamo che, per esempio, la Cina - un paese in rapida crescita - non è stata colpita dalla crisi finanziaria a causa degli investimenti. Non abbiamo bisogno di austerità, ma di investimenti".

Darren McCaffrey: Perché, a partire dalla crisi di cui lei ha parlato tanto, la classe operaia sembra essersi spostata a destra per cercare una soluzione piuttosto che verso di voi a sinistra?

Violeta Tomic: "La storia si ripete. E bisogna imparare dalla storia, o saremo costretti a riviverla. Negli anni Trenta del secolo precedente è successa la stessa cosa: prima la crisi economica, poi la seconda guerra mondiale, perché la gente era frustrata e arrabbiata perché non arrivavano a fine mese, mentre dall'altro lato c'erano persone estremamente ricchie. Durante la crisi economica, mentre noi stringevamo la cinghia, il numero di miliardari è raddoppiato. Finora l'estrema destra ha raccolto i voti di coloro che hanno la sensazione di essere stati abbandonati nel processo di globalizzazione liberista.

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