EventsEventi
Loader

Find Us

FlipboardLinkedin
Apple storeGoogle Play store
PUBBLICITÀ

Sri Lanka, allerta partita da Intelligence indiana: a parlare, un detenuto

Sri Lanka, allerta partita da Intelligence indiana: a parlare, un detenuto
Diritti d'autore 
Di Euronews
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Sarebbe stato un sospetto jihadista indiano a confessare, durante un interrogatorio, il progetto di un attentato ritorsivo per gli attacchi contro i musulmani in Nuova Zelanda

PUBBLICITÀ

È salito a 359 il numero delle vittime negli attentati in Sri Lanka: la conta è in aggiornamento continuo e Colombo una città in lutto, oltre che in Stato d'emergenza. Intanto le forze di sicurezza, costrette a lavorare sotto un'enorme pressione polemica per aver ignorato una precisa allerta da parte delle agenzie di Intelligence internazionale, continuano a cercare di dipanare la matassa dei collegamenti tra l'Ntj, il gruppuscolo islamista locale che avrebbe condotto gli attentati, e la rete internazionale dello Stato Islamico, che ieri ha rivendicato l'attacco con una nota sull'agenzia del gruppo, Amaq news, nella quale descrivevano l'esatta dislocazione di ogni attentatore.

Secondo la Cnn - a rivelare le informazioni poi trasmesse allo Sri Lanka - sarebbe stata l'intelligence indiana, dopo l'interrogatorio di un detenuto sospettato di far parte di una cellula jihadista locale, che avrebbe rivelato l'intenzione di colpire in rappresaglia agli attentati condotti a Christ Church.

"Sapevamo che c'erano collegamenti con l'estero - ha dichiarato il premier Ranil Wickremesinghe - e che ciò non poteva essere fatto solo a livello locale". Il presidente Maithripala Sirisena, che ha visitato le diverse chiese attaccate oltre alle famiglie di alcune delle vittime, intanto, ha assicurato che i responsabili verranno puniti e chiesto la testa del ministro della difesa e del capo della polizia.

Rappresaglia per Christchurch

Il governo neozelandese non era a conoscenza di alcuna informazione di intelligence sul fatto che la strage dello Sri Lanka sia stata pianificata come rappresaglia alla carneficina nelle moschee di Christchurch il 15 marzo scorso; lo riporta il New York Times citando la premier neozelandese Jacinda Ardern, che replica indirettamente alla tesi sostenuta dalle autorità singalesi. L'Fbi collabora alle indgini per quello che è il più grave attentato islamista dopo l'11 settembre.

Sventati altri attacchi

Intanto dopo le forze di polizia continuano, in Sri Lanka, a sventare altri attacchi. Stamattina è stato fatto brillare uno scooter pieno di esplosivo parcheggiato vicino un cinema di Colombo.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

La potente famiglia Rajapaksa torna al potere, alla guida l'"ex terminator" Gotabaya Rajapakca

Alta tensione in Sri Lanka: i morti sono 253 e non 360

Sri-Lanka, intelligence allertata da 4 aprile: "strage andava evitata"