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Lyra: la coraggiosa reporter

Lyra: la coraggiosa reporter
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REUTERS/CLODAGH KILCOYNE
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29 anni, promessa del giornalismo e attivista gay. Nata a Belfast, Lyra McKee, ha iniziato a scrivere, fin da piccola, di quella Pace apparente del suo Paese, l’Irlanda del Nord.

Era coraggiosa, ammirata ma anche contestata. Quattro anni fa, un suo articolo, fece riflettere e suscitò polemiche. Dichiarò che il fatto che non ci sia ufficialmente una guerra non vuole dire che l’ombra dell’assassino armato abbia smesso di aggirarsi tra la gente. In poche parole Lyra descriveva l'Irlanda del Nord come una "bellissima tragedia". Parole che risuonano ora, dopo la sua morte durante gli scontri a Derry, come profetici.

A farle acquistare, ancora giovanissima, la notorietà era stato un blog in cui raccontava la vita di un'adolescente gay a Belfast, e da un suo post del 2014, 'Lettera a me stessa 14enne', è stato anche realizzato un cortometraggio. Il suo primo libro, 'Angels with blue faces' è un'inchiesta sull'assassinio di Robert Bradford, pastore metodista e deputato dell'Ulster Unionist Party ucciso dall'Ira nel 1981. Forbes nel 2016 l’aveva inserita nella lista dei "30 sotto i 30" emergenti nei media.

Il suo sorriso, le sue passioni, la sua lotta per i diritti omosessuali, sono stati stroncati per sempre.