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Le dimissioni di "Magic" Johnson dai Lakers: quale sarà il suo futuro?

Le dimissioni di "Magic" Johnson dai Lakers: quale sarà il suo futuro?
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Richard Mackson-Usa Today
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E adesso cosa farà Earvin "Magic" Johnson, a quasi 60 anni?
L'uomo-simbolo dei Los Angeles Lakers sul parquet non è riuscito a diventarlo nè da coach (ci provò, eccome) nè tantomeno da Presidente.

Le dimissioni di martedì - avvenute dopo l'ennesima sconfitta dei Lakers, allo Staples Center contro Portland (101-104) - ha lasciato sorpresi anche molti addetti ai lavori.
Il malumore di "Magic" Johnson, però, era ben evidente, fanno sapere alcuni del suo entourage.

In carica come "President of Basketball Operations" dal febbraio 2017, in 26 mesi non era ancora riuscito a ricavarsi uno spazio veramente determinante all'interno della dirigenza dei Lakers. E, anzi, all'origine delle sue dimissioni potrebbero esserci proprio dissapori con altri dirigenti della storica franchigia californiana. I risultati negativi della squadra hanno fatto il resto.

Dopo essere stato scelto come n.1 al draft 1979 dai Lakers, "Magic" Johnson divenne una star assoluta dell'NBA, conquistando cinque anni negli anni '80 ed una fama mondiale.

Appesa al chiodo la palla a spicchi nel 1991 (in seguito alla sieropositività all'HIV: era il 7 novembre 1991) lo rese ancor di più celebre in tutto il mondo) per poi tornare in tempo per vincere l'oro olimpico del 1992 a Barcellona con il "Dream Team", nel marzo 1994 "Magic" divenne coach dei Lakers, con un bilancio molto negativo: 16 partite, solo 5 vittorie.
Nel gennaio 1996, addirittura, a 36 anni suonati (ma soprattutto dopo diversi anni di inattività), torna in campo con la canotta giallo viola e totalizza 32 partite, la partecipazione ai play-off, ma naturalmente non è più cosi "Magic" come prima.
Il nuovo, forse ultimo, ritorno, dietro ad una scrivania è finito nel peggiore dei modi, l'altra sera.

E ora cosa farà "Magic" Johnson?
Potrebbe godersi la vita, ma da un personaggio cosi, abituati alle sfide, c'è da aspettarsi qualcosa di nuovo: magari si compra una squadra e lancia la sfida ad un altro Grandissimo, Michael Jordan, principale azionista dei Charlotte Hornets.
Perchè no?