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Progetto "Human Brain": un computer potrebbe emulare il cervello umano?

Progetto "Human Brain": un computer potrebbe emulare il cervello umano?
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Il nostro cervello, una macchina perfetta. La nostra mente, un luogo misterioso.
Ma si può tentare di "replicare" il potere straordinario del cervello umano in un computer? Se si, fino a che punto?

Questa è la missione di oggi del giornalista di Euronews, Jeremy Wilks, alle prese con profondo mistero, non solo scientifico, ma anche religioso e filosofico.

"Si può creare una macchina pensante?
Un computer che emula il cervello umano?
Questo è l'obiettivo degli scienziati del progetto 'The Human Brain', che stanno cercando di ottenere l'impossibile?
Cerchiamo di capirne di più".

Il sogno di tutti gli scienziati: comprendere il cervello umano

È sempre stato il sogno di tutti gli scienziati capire il cervello umano e, subito dopo, emularlo all'interno di un computer e il progetto "The Human Brain", finanziato dall'UE, per 10 anni offre questa possibilità.

Vediamo come funziona.
Per iniziare, i ricercatori stanno dando uno sguardo ravvicinato al cervello reale.

"Se si vuol entrare nei dettagli cellulari e vedere la morfologia delle cellule e la loro connessione - cioè gli "assoni/)", dobbiamo tagliare il cervello, ed è quello che stiamo facendo", spiega Katrin Amunts, Direttrice Scientifica del progetto.

"Il cervello viene tagliato a fette"

Il laboratorio del Centro di Ricerca Forschungszentruma Jülich, in Germania, è uno dei pochi luoghi al mondo equipaggiati per tagliare il cervello per scopi scientifici.

Il cervello viene tagliato, diciamo cosi, in 7.000 fette e poi scansionato su un computer. Ricostruire quel cervello all'interno di una computer è ovviamente un procedimento molto complesso:

"Durante il taglio, abbiamo suddiviso le cellule in due pezzi, a volte, anzi molto spesso e quando vogliamo ricostruire in 3D queste sezioni, dobbiamo trovare i due elementi corrispondenti di una cellula che è stata separata: questa è la vera sfida", continua la Direttrice Scientifica del progetto "The Human Brain".

"Supercomputer enormi per piccole frazioni del nostro cervello"

I ricercatori usano un supercomputer per elaborare i petabyte di dati dalla scansione cerebrale. Tuttavia, anche questa gigantesca macchina è limitata di fronte alla maestosa complessità della mente umana.

"Abbiamo davvero bisogno dei computer più grandi che sono disponibili nel mondo solo per simulare una piccola frazione del nostro cervello", dice Dirk Pleiter, esperto di supercomputer di "The Human Brain Project".

Il computer "neuromorfico"

Il taglio e la scansione sono un passo fondamentale nel tentativo di comprendere il cervello umano attraverso un computer. Ma se si vuole emularlo, perché non capovolgere il problema e costruire un computer che copia il cervello umano?

Non è proprio cos`i semplice, anzi.

All'Università di Berna, in Svizzera. il team "Human Brain Project" sta lavorando a un nuovo tipo di "macchina pensante", un cosiddetto computer "neuromorfico", detto anche "cervello su chip".

Ha la velocità-lampo dei chip di silicio e la struttura del cervelli.

"Potremmo avere neuroni 10.000 volte più veloci"

"Neuromorfico significa neuroni, quindi prendiamo la fisica dei neuroni, la copiamo in circuiti di silicio, e questo è ciò che ottieniamo", spiega Mihai Petrovici, neuroscienziato dell'Università di Berna.
"Otteniamo una serie di 200.000 neuroni che si comportano come neuroni nel cervello, ma che sono 10.000 volte più veloci".

Un'intelligenza sovrumana?

"...se mai un giorno potremo ridurre tutte queste cose alla dimensione del cervello e capire l'architettura stessa del cervello, allora avremo agenti cognitivi che operano migliaia di volte più velocemente degli agenti cognitivi in carne e sangue, cioè noi".
Mihai Petrovici
Università di Berna

Questo tipo di computer è ancora agli inizi e i dispositivi, realizzati all'Università di Heidelberg, non sono ancora dotati di intelligenza artificiale. Tuttavia, i fisici sono ottimisti: il loro lavoro può aprire la strada a un'intelligenza sovrumana, basata sul silicio.

"Se, un giorno...dovrei dire...se mai un giorno potremo ridurre tutte queste cose alla dimensione del cervello, e capire l'architettura stessa del cervello, allora avremo agenti cognitivi che operano migliaia di volte più velocemente gli agenti cognitivi di carne e sangue, noi, che sono seduti a questo tavolo", aggiunge il professor Petrovici.

"Ci sono ancora questione filosofiche da risolvere"

I neuroscienziati, tuttavia, non negano una particolare cautela, attenuando le aspettative su ciò che può essere davvero raggiunto e dimostrato:

"È difficile pensare a un esperimento che ci dica come questa intelligenza artificiale, per esempio, abbia sviluppato la coscienza", conclude Katrin Amunts, Direttrice Scientifica del progetto.
"Quindi ci sono ancora profonde questioni filosofiche, tecniche e neuroscientifiche di base che dobbiamo risolvere".

Il più grande computer di tutti: quello nelle nostre teste

I ricercatori non si aspettano di ottenere tutte le risposte entro la fine del progetto "The Human Brain", nel 2023.
Vogliono, comunque, compiere progressi significativi nella comprensione del più grande computer di tutti: quello nelle nostre teste.

Link utili

- "Human Brain Project"

- Università di Berna

- Centro di Ricerca di Jülich

"Social" Backstage

In questo tweet, il giornalista di Euronews Jeremy Wilks racconta di come ha chiesto a due famosi neuroscienzati di "chiacchierare" a favore di telecamera e loro si sono lanciati in una discussione scientifica e filosofica molto interessante e profonda.

Questo tweet e questa foto sono impressionanti: per le ricerche del progetto "Humain Brain" vengono utilizzati pezzi di vero cervello umano. E 7.000 di questi pezzi vengono scannerizzati dentro un computer.

Ma è possibile emulare il cervello umano con un computer? È la domanda delle domande, a cui gli scienziati del progetto "Human Brain" provano, da anni, a dare una risposta.