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Verso il "Balkan Trafik! Festival": i Balcani visti attraverso la cultura

Verso il "Balkan Trafik! Festival": i Balcani visti attraverso la cultura
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SARAJEVO (BOSNIA-ERZEGOVINA) - Siamo nei Balcani, zona nevralgica dell'Europa. Sarajevo è il centro politico, sociale e culturale della Bosnia-Erzegovina e ha una lunga e ricca storia di diversità religiosa e culturale. Ma la città è anche un simbolo della guerra in Bosnia: le tracce si possono vedere ovunque. L'assedio dei serbi bosniaci durò 1.425 giorni e causò molte vittime. Serbi cristiani ortodossi, bosniaci musulmani, croati cattolici si sono scontrati in tutto il paese.
Oltre due decenni dopo la guerra, la riconciliazione è ancora un processo difficile.

"Tutto è basato ancora sulla guerra"

"Abbiamo tre parti etniche e tre gruppi etnici che basano le loro narrazioni e il processo di costruzione nazionale sulla guerra. Tutto in questa società sta spingendo i giovani a diventare, per cosi dire, nazionalisti professionisti", dice un po' amareggiata Elma Hašimbegović, Direttrice del Museo Storico di Bosnia-Erzegovina.

"I giovani sentono il bisogno di amare la musica tradizionale"

Proviamo a conoscere la Bosnia attraverso il prisma della cultura. >

"Divanhana" è una band di Sevdah, un genere di musica folk di grande successo.
La band è stata fondata all'inizio del 2009 da un gruppo di giovani studenti dell'Accademia di Musica di Sarajevo.
I loro video si trovano su YouTube.
Questo è "Zova", una ballata melodica molto intensa.

"Un vuoto artistico che cerchiamo di colmare"

"Abbiamo avuto un grande vuoto artistico nella nostra storia recente negli anni '90 a causa della guerra e dopo tutto questo sentiamo il bisogno dei giovani di amare e promuovere la musica tradizionale della Bosnia ed Erzegovina. E noi aggiungiamo arrangiamenti moderni", spiega Neven Neven Tunjić, il leader dei "Divanhana".

"Anche la moda è identità e tradizione"

Lo stilista Haad con Angelina Jolie.

Questa è la moda di Adnan Hajrulahović: è uno degli stilisti piu' famosi della Bosnia-Erzegovina. Le sue collezioni con il marchio Haad (che lui usa anche come nome d'arte) sono presentate in eventi di moda internazionali. !
Persino Angelina Jolie ha indossato un abito creato da lui.

"Elementi tradizionali nel mio design"

"Cerco sempre di mettere elementi tradizionali nel mio design per i giovani, perché la tradizione riguarda anche l'identità e se non manteniamo le nostre radici autoctone ci perdiamo nell'assoluto del mercato globale", dice Adnan Hajrulahović, in arte Haad.

"Condividiamo la storia, condiviamo le radici europee"

Il Consiglio di Cooperazione Regionale è un quadro internazionale di 13 Stati dell'Europa orientale per promuovere prosperità e crescita attraverso l'azione regionale nell'Europa sudorientale

"Condividiamo la storia, condividiamo le radici europee", spiega Majlinda Bregu, Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione Regionale.
"È stato piuttosto difficile per alcuni anni a causa della guerra nell'ex Jugoslavia, soprattutto per la trasformazione del paese e i cambiamenti democratici...penso che la cultura possa riunire tutti quei valori che erano stati trascurati", aggiunge Majlinda Bregu.

"Per i musicisti è importante essere politicamente attivi"

"Dubioza Kolektiv" è un gruppo dub rock di artisti bosniaci, noto per il loro stile crossover e per i loro testi socialmente e politicamente impegnati.

Alcuni dei loro video musicali superano gli 11 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Questo video ha un titolo molto eloquente: "No Escape (from Balkan)".

E questo "Himna generacije" vuole essere l'inno ad un'intera generazione.

"Cerchiamo di essere una parte attiva della società bosniaca"

"In questo tipo di paese e di società giovane, come la Bosnia, penso che sia molto importante essere politicamente attivi, ecco perché abbiamo deciso come band che saremo politicamente attivi, facciamo parte delle proteste e noi stessi organizziamo manifestazioni...voglio dire che cerchiamo di essere una parte attiva nella società civile bosniaca in generale", racconta Brano Jakubović, uno dei leader del "Dubioza Kolektiv".

"I rapper bussano i muri e ricostruiscono ponti"

"Siamo stati noi rapper i primi a bussare a questi muri e a costruire nuovamente ponti che si erano disintegrati".
Frankie
Rapper, originario di Tuzla

Una breve sosta a Srebrenica (città martire del conflitto bosniaco).
Al club musicale "Sound Wave": le rapper belghe Nephtys e Gloria Boateng e la rap star bosniaca Frenkie, originario di Tuzla - altra città-simbolo della Guerra nei Balcani - si sono esibiti insieme a rapper locali serbi

"L'hip hop nei Balcani è arrivato prima in Serbia e in Croazia e ci ha portato da noi i loro artisti. Quindi siamo stati noi rapper i primi a bussare a questi muri e a costruire nuovamente ponti che si erano disintegrati", dice il rapper Frenkie, nome d'arte di Adnan Hamidović.

Il suo rap, in lingua bosniaca, ci appare un po' difficile da "digerire". Ma ha sicuramente successo, visti gli oltre due milioni di visualizzazioni.

Tutti al "Balkan Trafik! Festival"

Molti degli artisti bosniaci più importanti e innovativi saranno ospiti al prossimo "Balkan Trafik! Festival" a Bruxelles alla fine di aprile.

"Spero che vi sia piaciuto questo viaggio culturale in Bosnia: la cultura puo unire le persone e creare un futuro comune".
Il capo-redattore Cultura di Euronews, Wolfgang Splinder, ci saluta così da Sarajevo.

Link utili

- Balkan Trafic Festival

"Social" Backstage

Il nostro collega Wolfgang Spindler non perde mai occasione per immortale la partenza di uno dei suo innumerevoli viaggi in aereo.
Eccolo alla partenza per Sarajevo.

Another day on airports. On may way to #Sarajevo and #Sebrenica. That’s what you look like when you get out of bed at 3...

Publiée par Wolfgang Spindler sur Mercredi 20 mars 2019