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Anuna De Wever: la liceale belga che lotta per il clima

Anuna De Wever: la liceale belga che lotta per il clima
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Può una studentessa delle scuole superiori diventare il simbolo di un movimento giovanile nazionale? Beh, cosi è stato per Anuna de Wever, una dei leader delle proteste contro il cambiamento climatico in Belgio.

"Dobbiamo continuare a protestare, andare avanti e continuare a mostrare che possiamo assumerci la responsabilità del nostro futuro e che forse loro dovrebbero fare lo stesso", grida nella piazza centrale di Louvain-la-Neuve .

Per la nona settimana consecutiva è scesa in piazza con migliaia di altre persone per chiedere ai politici di fare di più per contenere il riscaldamento globale.

"Ho 17 anni e quello che mi ha portato ad agire è stata la paura, ho davvero paura per il mio futuro perché in Belgio ci sono state molte ondate di calore quest'estate e sono consapevole di quali saranno gli effetti se continueremo cosi", ci racconta.

Insieme ai suoi compagni di Youth for Climate è stata ricevuta da vari politici, tra cui anche il presidente francese Emmanuel Macron. Ma da quegli incontri, dice, ne è uscita sempre molto poco rassicurata.

"I politici si comportano come bambini: fingono che va tutto bene e pensano che chiudendo gli occhi questa emergenza sparirà dalla loro vista. Il governo ha un ruolo gigantesco nei cambiamenti climatici ma se continua a investire soldi nelle grandi industrie allora non importa se noi facciamo attenzione a non sprecare l'acqua o a mangiare meno carne. Loro devono fare la loro parte, che è la più importante".

Insieme alla sua amica Kyra guida un movimento che vede un numero impressionante di ragazze e donne impegnate nella questione ambientale.

"Mi piace vedere che molte donne partecipano in questo movimento, penso che ora le donne stiano assumendo sempre di più dei ruoli di punta".

Non sarà in grado di votare alle prossime elezioni europee, ma è determinata a farsi ascoltare dai politici.

"Ho già scritto un libro: è una lettera alla nostra generazione, alla generazione dei nostri genitori e dei politici. Il mio compleanno è tre settimane dopo le elezioni, quindi non posso votare ma voglio far sentire la mia voce".

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