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Crisi col Pakistan, indiani "pronti contro ogni provocazione"

Crisi col Pakistan, indiani "pronti contro ogni provocazione"
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REUTERS
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Ancora scambi di artiglieria sulla cosiddetta "linea di controllo", che divide le zone del Kashmir di India e Pakistan. Secondo la polizia pachistana i colpi di mortaio hanno ucciso anche civili.

Gli indiani che non cedono "siamo pronti a rispondere a qualunque azione militare", ha detto da ultimo il generale in capo dell'esercito. Parole che respingono la mano tesa del primo ministro pachistano che poche ore prima aveva promesso la liberazione entro 24 ore del pilota indiano catturato mercoledì.

Mercoledì sia India che Pakistan hanno annunciato di aver abbattuto dei caccia del vicino. Un pilota indiano è stato catturato.

Il clima di guerra fra le due potenze nucleari preoccupa la comunità internazionale.

Il primo ministro pachistano Imran Khan ha chiesto colloqui urgenti a Narendra Modi. Il Premier indiano, con le elezioni alle porte, ha visto il suo consenso volare alle stelle dopo la decisione di bombardare il 25 febbraio una sospetta base di combattenti Jaish-e-Mohammed, vicini ad al-Qaeda, nel nord-ovest pachistano.

Secondo l'India l'attacco ha fatto strage di terroristi, uccidendo centinaia di persone. Notizia smentita da Islamabad.

L'India ha condotto quest'azione punitiva contro il gruppo armato islamista, dopo la rivendicazione dell'attentato suicida del 14 febbraio nel Kashmir indiano, in cui si sono morti almeno 40 paramilitari.

Il raid indiano ha rappresentato il primo sconfinamento aereo in Pakistan dal 1971. I due Stati hanno combattuto tre guerre per il controllo della regione himalayana del Kashmir.