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Spagna, Parlamento boccia finanziaria: verso elezioni anticipate

Spagna, Parlamento boccia finanziaria: verso elezioni anticipate
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REUTERS/Sergio Perez
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Il Parlamento spagnolo ha rigettato la Finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez e apre così la strada alle elezioni anticipate con un incontro urgente dell'esecutivo già fissato per venerdì. A votare contro la legge di bilancio dell'esecutivo socialista di Pedro Sanchez, dopo il rifiuto del governo di negoziare l'autodeterminazione di Catalogna, il PP, il liberali di Ciudadanos e gli indipendentisti catalani ERC e PDeCat. I socialisti, Unidos Podemos (sinistra) e i nazionalisti baschi hanno appoggiato il progetto. In totale: 191 voti contro Sanchez, 158 a favore e un astenuto.

Dopo un dibattito parlamentare molto teso in cui già si intravedevano tensioni pre-elettorali, il ministro delle Finanze, María Jesús Montero, ha lamentato la coincidenza del voto sul bilancio con quello dell'inizio del processo ai leader catalani, una circostanza che distorce il dibattito concentrando le richieste di ERC e del PDeCat su questioni non connesse ai conti.

Il rifiuto potrebbe portare ad un anticipo della tornata elettorale che, in ogni caso, dovrebbe essere annunciata dal Presidente del governo, il socialista Pedro Sanchez. I media spagnoli parlano delle date del 14 e 28 aprile come possibili per lo svolgimento delle elezioni.

Dopo il voto, Sanchez ha lasciato il Congresso senza rilasciare dichiarazioni su un eventuale possibilità di voto anticipato.

La vicepresidente del governo, Carmen Calvo, ha recentemente riconosciuto che la legislatura, che dovrebbe concludersi nel giugno 2020, potrebbe essere più breve del previsto se il bilancio non fosse approvato dal Parlamento. Come accaduto oggi.

Lungi dal concentrarsi solo su questioni economiche e finanziarie, il dibattito sul bilancio ruotava intorno a questioni politiche, fondamentalmente la situazione della regione autonoma della Catalogna, governata dagli indipendentisti, che chiedono il riconoscimento del "diritto all'autodeterminazione".

ERC e il PDeCAT hanno sostenuto che il governo non sta procedendo con tavoli di dialogo per risolvere quello che essi chiamano il "conflitto" politico in Catalogna e hanno sollecitato maggiori investimenti statali in quella comunità autonoma in base alla sua importanza nel prodotto interno lordo spagnolo.

Questa è la seconda volta che i bilanci generali dello Stato vengono respinti nella storia democratica spagnola. Nel 1995 il Congresso si è opposto alla finanziaria per l'anno successivo proposta dal governo socialista di Felipe González: il rifiuto ha portato a elezioni anticipate.