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Pedofilia: presentato a Lione "Grâce à Dieu", film sul caso Preynat-Barbarin

Pedofilia: presentato a Lione "Grâce à Dieu", film sul caso Preynat-Barbarin
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Alexandre, un banchiere che vive a Lione con la moglie e 5 figli, scopre a 40 anni che il sacerdote che lo abusava da bambino lavora ancora con i giovani. I ricordi repressi si risvegliano, ma Alexandre trova finalmente il coraggio di agire. Insieme ad altre vittime fonda l'organizzazione "La Parole Libérée" (in italiano: "la parola liberata") cominciando a denunciare abusi e omertà. E' questa la trama del film "Grâce à Dieu", di Francois Ozon, ispirato al caso Preynat -Barbarin, caso di abusi sessuali ai danni di minori commessi nella diocesi di Lione e presuntamente coperto dalle alte sfere cattoliche, come l'accusa cerca di stabilire nel dibattimento in corso in tribunale.

"Per me questo film non è un film politico -spiega il registaOzon - Considero questo film più come un film cittadino che partecipa al dibattito pubblico sul silenzio delle istituzioni in particolare sulla pedofilia all'interno della Chiesa francese - Il caso Preynat - Barbarin è solo un pretesto per parlare delle vittime e degli effetti che hanno provocato le loro parole liberate".

Per i membri dell'organizzazione "La parola liberata", la presentazione del film nella città di Lione assume comprensibilmente un significato particolare. Il lungometraggio ha assicurato alla loro causa una visibilità in altri momenti insperata.

Per François Devaux, membro dell'associazione: "questo film aiuta ad avere una quadro completo dei fatti e penso che proprio questo permetterà di affrontare un dibattito approfondito sull'argomento, una vera presa di coscienza".

Alexandre Hezez aggiunge che si tratta di "una battaglia che facciamo anche per i bambini, perchè possano parlare liberamente e combattere questo fenomeno.

Intanto, dal film alla realtà, il cardinale Barbarin attende insieme ad altri 5 imputati, il verdetto del tribunale che dovrà stabilire se abbia o meno coperto gli abusi sessuali del sacerdote suo sottoposto. La sua difesa vorrebbe posticipare l'uscita del film in sala, prevista per il 20 febbraio, a dopo il verdetto, il 7 marzo.