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Ottawa chiede la grazia per il cittadino canadese condannato a morte in Cina

Ottawa chiede la grazia per il cittadino canadese condannato a morte in Cina
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Ha chiesto la grazia il Canada per Robert Lloyd Schellenberg. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri, Chrystia Freeland, poche ore dopo la decisione della corte d'appello cinese di Dalian di condannare a morte, per traffico di droga, il 36enne cittadino canadese. Sentenza che aveva scatenato la reazione del premier Justin Trudeau:

"È molto preoccupante per noi come governo, dovrebbe esserlo per tutti i nostri amici e alleati internazionali, che la Cina scelga di applicare arbitrariamente la pena di morte in questo caso ai danni di un canadese " aveva commentato.

E quell'arbitrariamente non è per niente piaciuto a Pechino. "Esprimiamo forte insoddisfazione. Sollecitiamo il Canada a correggere gli errori, rispettare lo stato di diritto e la sovranità giudiziaria cinese", aveva dichiarato in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri.

Le pessime relazioni diplomatiche fra Cina e Canada

La sentenza incide sulle già complicate relazioni diplomatiche tra Pechino e Ottawa dopo l'arresto nel Paese nordamericano, su mandato statunitense, di Meng Wanzhou, cioè la direttrice delle operazioni finanziarie del gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei. La detenzione della manager il mese scorso ha irritato la Cina che ha inasprito le sue relazioni sia col Canada che con gli Stati Uniti.

Il non rispetto dell'immunità diplomatica

Il Canada deplora anche il non rispetto dell'immunità diplomatica, dopo la detenzione dell'ex ambasciatore canadese Michael Kovrig, che investe anche un altro arresto quello dell'imprenditore canadese Michael Spavor: entrambi accusati di mettere a rischio la sicurezza nazionale cinese.

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