Mati: la città greca fantasma divorata dalle fiamme e mai ricostruita

Mati: la città greca fantasma divorata dalle fiamme e mai ricostruita
Dimensioni di testo Aa Aa

Il 23 luglio 2018 ha cambiato la vita di molte persone in Grecia.

I ricordi e le immagini del fuoco saranno per loro una ossessione per molti anni.

Il grande fuoco che ha attraversato Neos Voutzas e Mati ha lasciato alle sue spalle solo distruzione e dolore.

Ufficialmente 99 sono stati i morti e centinaia i feriti.

LA STORIA DI KALI

Kalli Anagnostou e suo figlio erano venuti da Dubai, dove vivevano stabilmente, per trascorrere le vacanze a Mati. Entrambi si sono salvati per un soffio dalle fiamme.

"Ho visto dalla finestra che le fiamme arrivavano a casa nostra - racconta a Euronews - Siamo usciti in preda al panico e ci siamo lanciati attraverso il fumo denso. Non abbiamo visto piu niente. Quello che ricordo del dopo è che eravamo tra le rocce e siamo fuggiti tutti gridando, piangendo, alcuni si lanciavano in mare, nonostante gli scogli appuntiti C'erano bambini lì, eravamo tutti in una condizione davvero tremenda e non sapevamo che cosa sarebbe accaduto dopo”.

A FINE ANNO ANCORA NULLA E' CAMBIATO

Kali è ancora molto arrabbiatA. Quello che vuole è lasciare il paese il più presto possibile: '' Sono davvero infastidita dal fatto che ho bisogno di rimanere qui, almeno per un paio di anni, per la mia riabilitazione. Questo paese alla fine mi ha fatto molto male. Se la gente qui continua a vivere in questo modo, senza cambiare la propria mentalità, allora non voglio stare in questo paese. Così tanto tempo è passato e ancora nessuno si è scusato''.

MATI: UNA CITTA' FANTASMA TRA ALBERI E CASE CARBONIZZATI

Mesi dopo la tragedia di Mati, i resti delle case carbonizzate sono ancora in piedi, come gli alberi bruciati, sul terreno.

Il governo ancora non ha chiarito come la gente nelle zone colpite dai roghi potrà cominciare a ricostruire.

Dopo un lungo periodo di attesa, nelle ultime settimane le autorità finalmente hanno avviato la demolizione delle case inagibili.

IL NODO DELLE DEMOLIZIONI

Vasilis Kanellopoulos guarda la casa della sua infanzia in demolizione.

I suoi genitori ci hanno vissuto fino all’ultimo giornO E dice: "Quello che i residenti vogliono è ottenere l'autorizzazione per iniziare a riparare le case, dove possibile, o costruire di nuovo le case che sono state distrutte. In questo momento non vediamo nulla (dallo Stato). La gente puo solo aspettare e aspettare e cercare di trovare un modo andare avanti. Alcuni nei campi, gli altri ospiti in case di amici. Molti di loro non vivono in condizioni umane. Non ci sembra che lo stato ci sia vicino. In un disastro naturale in cui lo stato era assente”.

Ancora si attende che la Giustizia individui le responsabilità di quanto successo.

Per i sopravvissuti di Mati - fa sapere la giornalista Fay Doulgkeri per Euronews - il tempo si è fermato il 23 luglio. Quel giorno tutti qui hanno perso qualcosa o qualcuno. Quattro mesi più tardi, hanno sentito solo molte promesse, ma nessuna soluzione è arrivata. E adesso avvertono che non resteranno più in silenzio”.