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Buone notizie, la vecchiaia comincia a 75 anni

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Buone notizie, la vecchiaia comincia a 75 anni

Buone notizie, la vecchiaia comincia a 75 anni
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L'Italia è il paese dell'Unione europea con la più alta percentuale di over 65 rispetto alla popolazione di età compresa fra i 15 e i 64 anni. Secondo i dati Istat più recenti il 22,6% dei 60,5 milioni di residenti ha più di 65 anni. Eppure da oggi gli italiani possono considerarsi più giovani. Stando alla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) si è ufficialmente "anziani" dai 75 anni in su.

A spiegare perché, nel corso del congresso nazionale della Sigg in corso a Roma, è stato Niccolò Marchionni, professore ordinario dell'Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell'Ospedale Careggi. "Un 65enne di oggi - ha detto Marchionni - ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980".

"Oggi - ha continuato Marchionni - alziamo l'asticella dell'età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato. I dati demografici ci dicono che in Italia l'aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra i 60 e i 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte".

I geriatri insomma lanciano l'adozione di una definizione dinamica del concetto di "anzianità" che si adatti "alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche. E tenendo conto che scientificamente si è anziani quando si ha un'aspettativa media di vita di dieci anni". Attualmente le indagini statistiche individuano nella media di 85 anni la longevità per le donne, e di 82-83 per gli uomini.

"Del resto la realtà è sotto gli occhi di tutti - ha concluso Marchionni - una persona che ha 65 anni ai giorni nostri non si riesce proprio più a percepirla come 'anziana'".