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Bertolucci attivo fino alla fine, sognava un nuovo film

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Bertolucci attivo fino alla fine, sognava un nuovo film

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Un uomo libero, un innovatore, un uomo generoso con i giovani colleghi, un intellettuale vero, coerente, che ha segnato il Novecento.

Viene ricordato così il giorno dopo la sua scomparsa il regista Bernardo Bertolucci.

Fino all'ultimo era rimasto attivo, nonostante i 77 anni e il cancro che l'ha ucciso: da poco aveva finito di scrivere una sceneggiatura "The Echo chamber" il titolo, una produzione Indigo Film che un giorno, forse, un altro regista realizzerà.

"Voleva fare un nuovo film, gioioso, da girare in tre stanze", ha detto l'amico e collega Paolo Taviani arrivando alla camera ardente allestita al Campidoglio, e qualcuno ha chiesto al premio oscar Giuseppe Tornatore, che si è schernito, se vorrebbe dirigere lui l'ultima sceneggiatura di Bertolucci.

Il cordoglio per il regista, che quindi lascia non solo capolavori indimenticabili ma anche il solco per una nuova opera, è globale: da Alfonso Cuarón a Antonio Banderas a Keanu Reeves che ha raccontato come sul set del "piccolo Buddah" Bertolucci lo aiutò a superare tante insicurezze.

E non è l'unico che il grande direttore ha portato per mano, anche Stefania Sandrelli, indimenticata sui set di "Novecento" e "Il conformista" racconta del percorso fatto grazie a lui.

"Aveva le radici ben piantate nella sua terra e la testa nel mondo, forse l’unico modo possibile di vivere", ha scritto Walter Veltroni ricordandolo sul Corriere della Sera e oggi il mondo ad ogni latitudine saluta uno dei registi italiani più importanti del secolo scorso.

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