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Nasimi Festival: un inno a tolleranza, pluralismo e multiculturalismo

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Nasimi Festival: un inno a tolleranza, pluralismo e multiculturalismo

Nasimi Festival: un inno a tolleranza, pluralismo e multiculturalismo
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Imadaddin Nasimi è stato uno dei maggiori poeti e filosofi dell'oriente. In onore di questo brillante pensatore, e leader spirituale hurufi che fu scuoiato vivo ad Aleppo per blasfemia intorno al 1417, l'Azerbaijan ha organizzato un nuovo festival di poesia, arte e musica . L'apertura del festival si è svolta a Shamakhi, dove alcuni sostengono che Nasimi sia nato.

"È ancora contemporaneo e progressista - ci spiega Emin S. Mammadov della Heydar Aliyev Foundation - perché così tanti anni fa, centinaia e centinaia di anni fa, parlava già di multiculturalismo, tolleranza e unità, ed è questo il messaggio che vogliamo trasmettere con questo festival".

Tanti pianeti, un solo universo

Un festival multidisciplinare che ha visto la partecipazione di artisti nazionali e internazionali. Fra gli azeri, Chingiz Babayev, che ha voluto rendere omaggio a Nasimi con il suo progetto intitolato "Pianeti". Un progetto artistico che esplora l'idea di un'essenza che esiste in ogni cosa. L'artista si considera lui stesso molto vicino al sufismo, di cui l'hurufismo di Nasimi è una corrente. Questa l'interpretazione che dà alla sua opera: "Vediamo qui materiali diversi, dimensioni diverse, diciamo pianeti diversi, ma si tratta di un universo unico, quindi la differenza non divide l'universo in piccoli frammenti. Anche se ci sono piccoli frammenti, tutto converge verso una cosa, 'eshq', l'amore".

L'"anima del Vietnam" nella fusione di musica antica e moderna

Il cantante vietnamita Ngo Hong Quang, con i suoi strumenti tradizionali, era accompagnato dal chitarrista Nguyen Le, nato a Parigi da genitori vietnamiti e noto come musicista jazz e per i suoi tributi a icone rock come Jimi Hendrix o i Pink Floyd. Il risultato è una fusione di musica antica e moderna che punta a esprimere "l'anima del Vietnam".

Per Nguyen Le "La musica vietnamita è molto legata alle melodie, all'espressione delle emozioni".

"Sì - conferma Ngo Hong Quang -, riguarda anche in qualche modo la meditazione, è legata alla meditazione, ed è anche legata alla cultura della lingua, perché la nostra lingua è fortemente connessa con la musica, quindi la musica rappresenta anche la lingua del popolo".

A special stage design for our show tonight. Hanoi Duo is so pleased and honored to be a part of Nasimi's festival in Baku - Azerbaijan. What a lovely place with full of positive energy!

Publiée par Ngo Hong Quang sur Jeudi 27 septembre 2018

Un festival giovane ma "sulla buona strada"

Installazioni artistiche e performance hanno popolato la città di Baku. Fra gli ospiti internazionali invitati all'apertura delle mostre nella capitale, Gert Naessens dell'Associazione europea dei Festival, che ha apprezzato gli sforzi dell'organizzazione: "Quello che ho visto oggi mi piace molto, stanno combinando tutte le discipline, coinvolgendo artisti locali e anche molti artisti internazionali, per cui al momento posso dire che sì, sono sulla buona strada".

Sami Yusuf, la star del Medio Oriente

Il Guardian ha scritto di lui: "La più grande star del Medio Oriente è un britannico". Sami Yusuf, nato a Teheran da genitori azeri ma cresciuto a Londra, dice di essere cresciuto in una famiglia profondamente spirituale e che oggi, epoca di populismo e di migrazioni, c'è più bisogno che mai di spiritualità: "Quest'alienazione, questo non sapere chi siamo, penso che abbia creato questo vuoto in cui si inseriscono intolleranza, odio e incomprensione, per cui il messaggio di Nasimi è un messaggio di cui abbiamo bisogno oggi, e quel che io cerco di fare con la mia musica è di connettere le persone alle loro radici, alle loro tradizioni".

È sicuramente un'ottima idea lanciare un festival che promuove la tolleranza, il pluralismo e il multiculturalismo. Ora gli organizzatori devono dimostrare di saper attirare un pubblico regionale, nazionale e internazionale.

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