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Articolo 7: come funziona e cosa rischia davvero l'Ungheria

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Articolo 7: come funziona e cosa rischia davvero l'Ungheria

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Punire l'Ungheria sembra più facile a dirsi che a farsi. Il Parlamento europeo la settimana scorsa ha votato per infliggere sanzioni a Budapest, a seguito della violazione dello stato di diritto. Ma attivare il famoso articolo 7 richiede una procedura lenta e complicata.

Frans Timmermans, primo vicepresidente e Commissario responsabile per il rispetto dello stato di diritto confessa che "Siamo molto preoccupati per la situazione dello Stato di diritto. La Commissione ha altri strumenti a sua disposizione rispetto al parlamento europeo e finora abbiamo usato questi strumenti. Procedure di infrazione per portare il governo ungherese in tribunale quando viola le regole e il dialogo il per risolvere i problemi".

Per attivare l'articolo 7 e sanzionare l'Ungheria è necessaria prima la proposta del Parlamento europeo, a cui devono far seguito quattro votazioni del consiglio europeo. Una di queste prevede il consenso unanime di tutti gli stati membri per approvare le sanzioni. Tutto questo rende quasi impossibile portare a termine la procedura. Ma c'è un altro strumento utilizzabile come deterrente: il nuovo bilancio, come spiega Zoltán Gyévai, giornalista di bruxinfo.hu.

"Nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha proposto un nuovo meccanismo, denominato meccanismo di "stato di diritto". Il che significa, ad esempio, che c'è una mancanza di indipendenza del sistema giudiziario in un paese è possibile sospendere l'erogazione di fondi per quello stato.

Ad ogni modo Budapest ritiene invalido il voto della settimana scorsa e quindi nulla la procedura in corso.