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No all'aborto in Argentina: gli sconfitti criticano la Chiesa

No all'aborto in Argentina: gli sconfitti criticano la Chiesa
Diritti d'autore REUTERS/Agustin Marcarian
Diritti d'autore REUTERS/Agustin Marcarian
Di Cristiano Tassinari
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nel Paese di Papa Francesco, i sostenitori del SI all'aborto criticano l'atteggiamento della Chiesa. Fanno festa per le strade di Buenos Aires, invece, gli oppositori della proposta di legge, bocciata dal Senato argentino. Resta l'aborto solo in caso di stupro e di rischio di morte per la madre.

**La vittoria della Chiesa? **

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BUENOS AIRES (ARGENTINA) - La Chiesa prevale nel paese di Papa Francesco. Gli oppositori dell'aborto, che hanno avuto un forte sostegno da parte del settore conservatore della società argentina, **hanno accolto con favore l[a decisione del Senato di dire NO al disegno di legge sull'aborto]() (dopo il SI della Camera in giugno) **e di mantenere la norma che consente l'aborto solo in caso di stupro o pericolo per la madre.

"Contro la vita"

"Era un disegno di legge contro la vita dal suo concepimento, contro le donne", commenta a caldo una ragazza. "Ecco perché festeggiamo oggi. Celebriamo la democrazia, il federalismo e le due vite, la vita della donna e la vita del nascituro".

La ragazza con il fazzoletto azzurro, il colore degli antiabortisti.

"Che delusione!"

La delusione ha colpito, invece, i sostenitori dell'aborto (il loro simbolo è la sciarpa verde).. Ora, però., bisogna trovare una soluzione ai circa 350.000 aborti clandestini all'anno, secondo il Ministero della Salute argentino, che causano più di 40 morti.

"C'era la possibilità di fare la storia, e invece stiamo continuando nello stesso sistema che ci danneggia", dichiara una donna, visibilmente delusa. 

La delusione di una sostenitrice dell'aborto.

Disordini a Buenos Aires

Disordini sono scoppiati per le strade di Buenos Aires, dopo il voto al Senato.
Otto persone sono state arrestate nei pressi del Senato e una donna è rimasta ferita negli scontri con le forze dell'ordine.
I manifestanti hanno usato bombe incendiarie, bottiglie e sassi e gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni.

REUTERS/Agustin Marcarian
Tafferugli per le strade di Buenos Aires.REUTERS/Agustin Marcarian
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