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Migranti: "Il vertice Ue ha portato a un compromesso superficiale"

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Migranti: "Il vertice Ue ha portato a un compromesso superficiale"

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In Germania altre regioni potrebbero seguire l'esempio della Baviera che ha inasprito le regole sull'immigrazione, attraverso i centri per richiedenti asilo e la nuova polizia di frontiera locale. Abbiamo chiesto a Raphael Bossong, esperto di politica migratoria internazionale all'Istituto tedesco per gli Affari internazionali e di sicurezza, che cosa ne pensa.

Raphael Bossong: "È un quadro complesso. La Germania è composta di 16 Stati, ciascuno dei quali mantiene un profilo diverso. Alcuni Stati governati dai conservatori sono vicini alla posizione bavarese, in particolare nell'Est, in Sassonia e in Sassonia- Anhalt, ma la realtà non è tutta qui. Possiamo vedere dei movimenti, e ci sono regioni che vanno in quella direzione, ma non direi che si tratta di una tendenza uniforme. Per esempio, uno dei punti chiave di questo nuovo piano generale sull'immigrazione è il progetto del ministro dell'interno della Csu di creare centri di transito con l'obiettivo di espellere i migranti, e al momento 12 dei 16 Stati non hanno dato il loro accordo.

L'Afd in crescita in Baviera

Sophie Claudet, euronews: Ora in Baviera sono in arrivo le elezioni regionali, e questa è probabilmente anche la ragione per la quale la Csu ha fatto pressione per ottenere regole sull'immigrazione più rigide. Temono che l'Afd, il partito di estrema destra, possa ottenere una vittoria nelle prossime elezioni. Ma l'Afd sta continuando ad avanzare? Un paio di anni fa ha avuto un'impennata. Come è collocato, in particolare per quanto riguarda l'immigrazione?

Raphael Bossong: "Purtroppo l'Afd mantiene un forte profilo, hanno conquistato ancora alcuni punti percentuali nei sondaggi sulle elezioni. A seconda del sondaggio si trovano fra il 15 e il 20 per cento. È una percentuale piuttosto significativa, forse non del tutto fuori dal comune se la si confronta con altri paesi europei - Paesi Bassi, Austria, e così via - ma il potenziale è questo, sì".

L'accordo Ue sull'immigrazione è solo "un compromesso sulla carta"

euronews: Quello che sta facendo la Germania - o la Baviera, in tema d'immigrazione, non è molto diverso da quello che stanno facendo altri paesi europei. Quel che colpisce è che sembra che i paesi europei se ne stiano ciascuno per conto proprio. A giugno è stato raggiunto un accordo a livello europeo, ma quando si parla d'immigrazione prevale l'interesse nazionale.

Raphael Bossong: "Il vertice europeo di fine giugno ha portato a un compromesso superficiale, un compromesso sulla carta, e in molti si chiedono come sarà effettivamente messo in pratica. A lungo termine c'è il problema che nessuno si fida più dell'impegno preso di seguire una soluzione europea e nessuno crede davvero che ci sarà un compromesso pratico, non solo sulla carta. Quindi sì, c'è la tentazione di starsene ciascuno per conto suo, e paesi come l'Ungheria, che seguono questo principio da molto tempo ora dichiarano vittoria, tutti stanno seguendo il loro approccio, e purtroppo al momento non hanno tutti i torti. Spero che ne usciremo, ma al momento questa è la tentazione che hanno molti paesi, che dicono: prima dobbiamo controllare i nostri confini, dobbiamo rafforzare le nostre leggi, e a quel punto il nostro paese sarà una destinazione meno attraente per i migranti".

Gestione della migrazione: la Commissione approfondisce i concetti del sistema degli sbarchi e dei "centri controllati" (versione multilingue disponibile anche in italiano)

euronews: Pensa che ci siano comunque delle parti di quest'accordo di giugno sull'immigrazione che funzioneranno?

Raphael Bossong: "C'erano due proposte principali. Quella di creare centri esterni nei paesi vicini all'Europa non penso che funzionerà, nessun paese vicino è pronto a farlo. L'altra era di creare un nuovo sistema per redistribuire nei paesi europei i migranti arrivati via mare, una sorta di hotspot rinforzati. E questo è quel che vuole l'Italia, e sarebbe bene se entrasse in funzione molto presto. La Commissione ha presentato una proposta e ora c'è bisogno di una coalizione di cinque o sei paesi europei per far funzionare questo sistema su base volontaria. Non sembra molto probabile al momento, ma spero che la volontà politica si materializzi in modo da evitare la prossima grossa crisi in autunno, e penso che sia fondamentale come tappa successiva".

euronews: Ci sono cose che si possono risolvere e che andrebbero risolte a livello dell'Unione europea?

Raphael Bossong: "Sì, e dobbiamo davvero usare l'estate per trovare almeno una coalizione di cinque o sei stati disposti a prendersi i migranti - e non ne restano più così tanti - che arrivano via mare, in Italia, in Grecia, in Spagna, e redistribuirli diversamente che in passato".