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Russia 2018: inchiesta Fifa su Shaqiri e Xhaka

Russia 2018: inchiesta Fifa su Shaqiri e Xhaka
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Di Cristiano Tassinari
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I due calciatori della Svizzera, di origine kosovara di etnia albanese, rischiano una squalifica per i loro festeggiamenti dopo i gol segnati nella partita dei mondiali contro la Serbia. "Secondo me non era un messaggio politico", ha commentato Claudio Sulser, delegato della nazionale rossocrociata.

Sport e politica

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L'organo di governo mondiale del calcio, la FIFA, ha aperto un'inchiesta sui festeggiamenti dei gol di Granit Xhaka (25) e Xherdan Shaqiri (26) durante la vittoria della Svizzera ai mondiali contro la Serbia.

Entrambi i giocatori sono kosovari di etnia albanese.
Dopo aver segnato, i due calciatori hanno mimato l'aquila a due teste, simbolo dell'Albania e della bandiera albanese. E sono stati fischiati dai tifosi della Serbia.

REUTERS/Gonzalo Fuentes
Il gesto incriminato di Shaqiri.REUTERS/Gonzalo Fuentes

Durante la Guerra dei Balcani, un giro di vite serbo contro la popolazione albanese in Kosovo si è concluso con l'intervento militare della NATO nel 1999.

"Nessun messaggio politico"

In una dichiarazione, la FIFA comunicato che il suo comitato disciplinare ha aperto un'inchiesta contro Xhaka e Shaqiri.

I due, attualmente, giocano in Inghilterra, rispettivamente nell'Arsenal e nello Stoke City.

In difesa dei due calciatori, intervieneClaudio Sulser, stella del calcio svizzero degli anni '80 (Grasshopers e Lugano), poi avvocato, e attualmente delegato della nazionale rossocrociata: "Non è che è tutto bianco o tutto nero, è questione di interpretazioni. Forse era un gesto da evitare, ma non credo che fosse un messaggio politico. Comunque questa è solo la mia opinione. Vedremo che cosa deciderà la FIFA. Ma non posso nemmeno immaginare una squalifica per i due giocatori".

Ecco, sul profilo Twitter della Federazione Svizzera, la notizia (in tedesco) dell'apertura dell'inchista FIFA sui Xhaka e Shaqiri.

Inchiesta anche sulla Serbia

La FIFA ha comunicato l'apertura di due inchieste anche nei confronti della Serbia: "In relazione alla stessa partita, sono stati aperti procedimenti disciplinari contro la Federcalcio serba per disturbo della folla e esibizione di messaggi politici e offensivi da parte dei tifosi serbi".

"Inoltre, un'indagine preliminare è stata aperta contro l'allenatore della squadra nazionale serba, Mladen Krstajic, per le presunte dichiarazioni rilasciate all'indomani della suddetta partita".

Il provvedimento ai danni di Krstajic si riferisce alle dichiarazioni del ct serbo nei confronti dell'arbitro della partita, Felix Brych: "Non gli avrei dato né un cartellino giallo, nè rosso...l'avrei mandato all'Aja. Poi potrebbero processarlo, come hanno fatto con noi".

Parole forti, che non sono piaciute alla FIFA.

Dopo la partita, vinta dalla sua squadra per 2-1, a Vladimir Petkovic, ct della Svizzera, è stato chiesto quali fossero i motivi del festeggiamenti di Xhaka e Shaqiri. E ha dichiarato: "Non dovremmo mai mescolare calcio e politica, è importante avere rispetto dei tifosi".

Le radici

Il padre di Granit Xhaka ha trascorso tre anni e mezzo come prigioniero politico in Jugoslavia (e il fratello di Xhaka, Taulant, gioca nella nazionale albanese) mentre Shaqiri è nato in Jugoslavia. prima di emigrare in Svizzera da bambino.

"Sono solo emozioni", ha detto l'ex giocatore dell'Inter a proposito del suo festeggiamento. "Sono molto contento di aver segnato, ora non dobbiamo più parlare del mio comportamento".

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