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Da Mosca a Teheran: "Telegram va chiuso"

Da Mosca a Teheran: "Telegram va chiuso"
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Di Alberto De Filippis
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La censura contro la popolare applicazione di messaggistica

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Telegram è il nemico pubblico numero uno. Una delle applicazioni di messagistica di maggior successo al mondo è sotto la lente della censura. A Mosca oltre 10mila persone hanno protestato. La manifestazione è stata organizzata dal Partito libertario, tra i presenti anche uno dei leader dell’opposizione, Alexei Navalni. Tra gli slogan "Putin ladro" e "Internet libera": proprio Navalni ha sottolineato che è "necessario battersi per il web libero" in Russia, e ha chiesto nuovamente ai moscoviti di scendere in piazza il prossimo sabato, per protestare contro l'inaugurazione del nuovo mandato presidenziale di Vladimir Putin.

La protesta contro una possibile censura di Telegram si è estesa anche all’Iran, dove si stanno diffondendo messaggi scritti sulle banconote, che secondo gli attivisti sono "i nostri messaggi non censurabili".

A promuovere l’iniziativa un gruppo di utenti Twitter iraniani, con un riferimento implicito alle voci diffuse negli ultimi tempi, secondo cui le autorità di Teheran intenderebbero bandire in maniera permanente quella che oggi è la più popolare applicazione di messaggistica nel paese.

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